In Siria si muore. A Ginevra si parla (senza effetto)

Quasi 1.900 persone sono state uccise in Siria dall’inizio dei colloqui di pace tra governo e le opposizioni cominciati una settimana fa. Il mediatore delle Nazioni unite ammette che finora non ci sono stati progressi.

Intanto in Siria si continua a morire come riporta The Syrian Observatory for Human Rights, un gruppo di opposizione al regime, di base a Londra. Da quando sono arrivati i delegati a Ginevra, nel Palazzo delle Nazioni unite sono morti 498 civili, 850 combattenti dei principali fronti ribelli e 515 uomini delle forze governative. Finora il conflitto siriano ha prodotto un costo stimato di 130.000 vite.

A margine del primo round di negoziati, le posizioni rimangono molto distanti come riporta il quotidiano britannico The Guardian. Walid al – Muallem, il ministro degli esteri siriano e capo negoziatore, denuncia l’immaturità delle opposizioni che chiedono la rimozione di Bashar Al – Assad e attacca gli Stati uniti di armare questi gruppi ribelli. Sogghignando aggiunge che i membri dell’opposizione soggiornano all’estero in questi hotel 5 stelle lasciando in patria potere e terreno  ad  Al – Qaida”.

L’altro lato dei negoziatori, Ahmed Al – Jarba, presidente della Coalizione di opposizione siriana (Syrian opposition coalition – SOC), accusa il governo di mentire riguardo ai colloqui. “Noi ci sentiamo come stessimo bevendo da un calice avvelenato mentre i criminali stanno uccidendo le nostre donne, bambini, giovani e vecchi” e “la sola consolazione che abbiamo ottenuto da questo regime che ha oppresso la nostra gente per 50 anni, è che sono venuti qui a Ginevra per scavare la loro tomba con le loro stesse mani”.

La parte più dura dei colloqui è sempre la stessa e riguarda il futuro politico della Siria. L’obiettivo definito dal Ginevra I nel giugno 2012 è di creare un governo transitorio con il mutuo consenso delle parti. Ma finchè Assad insiste di non dimettersi e le opposizioni continuano a richiedere la sua rimozione, rimane difficile capire come questo circolo possa essere rotto dal Ginevra II in corso in queste settimane.

Il negoziato dovrebbe riprendere il 10 febbraio, ha dichiarato il mediatore delle Nazioni unite Lakhdar Brahimi aggiungendo che incontrerà a breve il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov per fare il punto della situazione.

Il fallimento dei negoziati a Ginevra avrà sicure e tragiche conseguenze per i bambini in Siria. Nei prossimi 10 giorni, fino alla data prevista per la ripresa dei negoziati, nel Paese fino a 2.000 persone rischiano di morire e altre 40.000 saranno costrette alla fuga oltreconfine,” ha dichiarato Justin Forsyth, direttore generale di Save the Children.

“La città di Homs, sotto assedio, continuerà a rimanere isolata, senza poter essere raggiunta dagli aiuti umanitari indispensabili, come era invece stato promesso lunedì scorso” continua Forsyth concludendo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve agire subito e trovare l’accordo su una risoluzione che possa consentire l’accesso umanitario a tutte le aree del territorio siriano. Gli aiuti devono poter attraversare le linee del fronte e accedere alle aree sotto assedio durante i cessate il fuoco, e deve essere consentito l’attraversamento delle frontiere secondo i percorsi più brevi per poter intervenire con la massima tempestività ed efficienza.

Non resta che associarsi all’appello di Save the children

Per un’analisi più dettagliata del conflitto siriano: Sulla via per Damasco

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox