L’Insetto Russo in Siria

In Siria, il costo dell’inazione ha portato alla catastrofe umanitaria. L’attesa su chi sostenere e su chi armare ha generato uno Stato Islamico guidato da fondamentalisti sunniti e milioni di profughi.

In questo vuoto di presenza si inserisce dopo quattro anni il prepotente insetto russo. Mosca mostra i muscoli appoggiando il nemico pubblico numero uno dell’Occidente Bashar al Assad.

Un affiancamento da silenzio assordante che potrebbe aumentare le chance di pace soltanto se Putin si mostrerà duro con il suo alleato. Una mezza vittoria è stata già ottenuta quando, intervistato da una TV iraniana, Bashar ha menzionato il possibile passo indietro se questo porterebbe alla pace.

Il cambio di strategia repentino ha infastidito mezzo globo, ma l’insetto russo ha alcune misericordiose e opportunistiche motivazioni.

La crisi ucraina ha isolato Putin & Co. da una grossa fetta del mondo e la Siria rappresenta un’occasione di redenzione. Risolvere un difficile rebus come questa guerra civile potrebbe fermare la parabola discendente dovuta alle sanzioni Occidentali che hanno agito da detonatore per le gravi mancanze strutturali dell’economia russa.

Mettere la sabbia negli scarponi di 2.000 soldati russi al fianco dello sgangherato esercito di Assad che controlla appena il 20% del territorio siriano potrebbe dare un assaggio della loro potenza militare. Il dittatore Baathista che contava 250.000 uomini all’inizio della guerra, ha ora appena 120.000 truppe sostenute da milizie locali e da volontari sciiti compresi i soldati libanesi di Hezbollah. Portare a compimento la missione di tenerlo in piedi e sul trono alla fine della partita sarebbe un’impresa da Pietro Il Grande .

Ma l’insetto russo è anche misericordioso in patria. I media russi, oltre a riportare le grandi manovre militari sia nel Mar Caspio che di fronte al porto siriano di Latakia, descrivono l’intervento russo come una sorta di crociata per i siriani cristiani – ortodossi perseguitati dallo Stato Islamico e dalle milizie ribelli.

E’ un insetto protettore dello Stato. Fermare i terroristi del Califfo è una questione di sicurezza nazionale. L’Islam è la religione del 14% della popolazione russa residente nelle zone calde del Caucaso e al confine con l’Afghanistan. Non combattere lo Stato Islamico costituirebbe un rischio di un’espansione del terrorismo come quello portato avanti dai musulmani ceceni.

L’Occidente sta guardare il soccorso russo. Che fa paura … soprattutto per le motivazioni  di sicurezza nazionale tanto care all’Alleanza Nord Atlantica.

Foto – credit by www.zmphoto.it

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox