Per la Siria un probabile aiuto dal Summit di Teheran del Movimento dei Non Allineati

Sono i giorni più sanguinosi della crisi siriana che ormai da 17 mesi riempie le cronache estere di tutti i giornali del mondo. Ieri sono morte secondo alcuni attivisti dei diritti umani più di 400 persone. Non si contano più le esecuzioni sommarie e i rastrellamenti da parte delle forze lealiste al Governo Alawita. Non c’è odor di tregua all’orizzonte e il Presidente Assad promette che gli stranieri non vinceranno.

Anche se la Lega Araba e l’Organizzazione della Conferenza Islamica l’hanno scaricato, Assad può contare ancora su uno sponsor di notevole caratura all’interno del Consiglio di Sicurezza: la Russia di Vladimir Putin. Mosca non ravvede le sue posizioni e sostiene ancora i metodi brutali della dirigenza Alawita siriana guidata dal suo Presidente che insieme agli Hezbollah libanesi e l’Iran, gli unici supporter mediorientali, formano la parte rilevante della Comunità Internazionale pro – Assad. La Cina formalmente si oppone a qualsiasi intervento, ma in maniera meno netta dell’altro membro del Consiglio di Sicurezza. Qualsiasi risoluzione che possa arrivare dalle Nazioni Unite è di fatto bloccata dai veti incrociati.

Un probabile aiuto a questa situazione di stallo può arrivare dal prossimo Summit dei paesi Non Allineati (Nonaligned Movement – NAM)  che si terrà a Teheran questa settimana. L’incontro sancirà il passaggio di consegne della Presidenza di questo Movimento all’Iran per i prossimi tre anni. Oltre ai 120 paesi che lo compongono prenderanno parte ai lavori anche dozzine di osservatori esterni come il neo Presidente egiziano Mohamed Morsi, il Primo Ministro indiano Manmhoan Singh e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki – Moon. Quest’ultimo oggetto di critiche da parte degli Stati Uniti perchè, a detta di Washington, la sua presenza si porrebbe in contrasto con le risoluzioni dell’Onu e dell’Agenzia per l’Energia Atomica che condannano Teheran per il suo programma nucleare.

La risposta del Segretario Generale è stata semplice ed efficace. A Teheran saranno presenti 120 paesi appartenenti all’Onu – più della metà dei membri – e gli UN chiefs regolarmente hanno preso parte ai Summit precedenti. Quindi No Comment admitted.

L’Iran probabilmente cercherà di neutralizzare l’isolamento Occidentale durante i suoi anni di presidenza, ma in questo specifico incontro la questione siriana è di gran lunga l’argomento di maggior interesse, in modesta coabitazione con il bilaterale annunciato proprio a Teheran tra il Premier indiano Singh e quello pakistano Zardari, capi di Stati che dividono The World’s most Dangerous Boarders, così apostrofata dal settimanale inglese The Economist.

Per la Siria potrebbe essere ripresa la recente proposta del Presidente egiziano Morsi fatta a La Mecca durante i lavori dell’Organizzazione della Conferenza Islamica. L’idea era quella di formare un contact group che includeva Iran, Egitto, Turchia e Arabia Saudita per promuovere un piano di pace in Siria. La benedizione del Nonaligned Movement potrebbe dimostrare come il nuovo Medio Oriente può scrivere il suo destino dopo le Primavere Arabe.

La presenza storica del Presidente egiziano a Teheran potrebbe anche risanare le problematiche relazioni diplomatiche tra i due paesi e rilasciare “semi” di stabilità nella regione.

Gli USA e l’UE rimarranno a guardare il Summit di Teheran distratti e diffidenti perdendo un’ottima occasione secondo l’International Crisis Group. Infatti, oltre a suggerire un alleggerimento delle posizioni nei confronti dell’Iran, il Gruppo di Crisi propone un diverso atteggiamento da parte di Wanshington e Bruxelles nei confronti del Movimento dei paesi Non – Allineati. La Russia e la Cina hanno lo status di osservatori presso il Movimento cosa. Stati Uniti e Unione Europea hanno lo status di osservatori presso l’Organizzazione della Conferenza Islamica, avversa a Israele, ma paradossalmente non hanno rapporti con il Movimento dei non allineati che conta oltre 120 paesi membri.

E’ arrivato il tempo di rivedere l’ostilità verso il Nonaligned Movement e richiedere lo status di osservatori. Un’opportunità anche per riunire il Nord e il Sud del Mondo apparentemente in modo pacifico. Molto dipenderà dal Summit di Teheran, se e come saprà promuovere azioni concrete.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox