Twittare Terrore. Il Marchio ISIS e l’Efficienza della Propaganda

Lo Stato Islamico di Iraq e Siria ( ISIS ) ha raggiunto l’obiettivo di installare paura nel Pianeta Terra. Le continue scene di espressione del potere nelle aree sotto il loro controllo in Iraq, mostrano decapitazioni, esplosioni e assassini. I video delle esecuzioni di massa e le foto di bambini forzati ad essere spettatori delle efferate gesta, sono abbastanza impressionanti da farci rabbrividire e farci ammettere che l’organizzazione ha poco e niente di religioso e umano.

La parola ISIS è diventata un marchio nel mondo di brutalità e violenza. Ma la verità è che questo bagno di sangue non è nuovo. Il mondo è stato testimone di simile sanguinaria ferocia durante il passato decennio in Iraq e negli ultimi tre anni in Siria dove violazioni umane orribili sono state “offerte” dal regime di Assad.

La storia della regione e del Pianeta Terra è anch’essa piena di cotale ferocia, e parte di essa è documentata in formato video e audio. Ma quello che distingue l’ ISIS, in aggiunta alla sua capacità di controllare e espandersi in una pericolosa zona dell’ Iraq, è l’efficienza della sua propaganda. L’ Occidente è preoccupato e talvolta incuriosito ad analizzare l’energia e la capacità di questa organizzazione di registrare, trasmettere e diffondere video tramite questi “dannati” social network sites tanto cari al mondo degli Infedeli.

L’ ISIS ha molte pagine su Twitter. C’è per esempio, una pagina “the state of Mosul”, un’altra “the state of Nineveh”, città conquistate nell’avanzata irachena. L’organizzazione ha inoltre incominciato a pubblicare applicazioni per trasmettere le sue news riguardo all’attività (video di slogan, assassini e distribuzione di aiuti alle persone) come Al-Fagr App. Inoltre, come viene denunciato da Al – Alarabiya.net possono essere acquistate felpe con il cappuccio e T – shirt con l’effige del gruppo.

Twitta Terrore come principale elemento di propaganda che sotto differenti giustificazioni attrae consenso.

Questa è la prova che  l’ ISIS conduce un lavoro strategico ad “alta definizione” con i media. La dedizione dell’organizzazione nel girare scene delle loro violenze sembra riflettere la sensazione che senza una cinepresa queste violenze potrebbero non essere necessarie.

Cosa dobbiamo fare? Proibire e vietare non sono risposte destinate al successo sul controllo di questa folle propaganda. L’ ISIS sta insegnando una dolorosa lezione riguardo alla mistificazione e alla retorica violenta legata a quella parte cinematografica che in piccola parte è in ogni mente del Pianeta Terra.

Un artifizio insegnato da Hollywood al mondo: la potenza delle immagini forti e violente per attrarre pubblico. Il succo di pomodoro di Arancia Meccanica descriveva l’esercizio dell’amata ultra violenza in tempo di pace, ma l’ ISIS non è finzione e nemmeno un reality è la cruda realtà.

Un Occidente, in pubblico Infedele e in privato Profeta, deve interrogare se stesso.

To be continued

Foto T – shirt con effige ISIS credit by Facebook

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox