L’Ordigno Demografico in soccorso della Democrazia Urbana dell’Africa

In Africa, un nuovo orizzonte appare in lontananza in cui l’alternanza, essenza della democrazia, viene promossa nelle grandi città dove l’opposizione batte i partiti dominanti. Un fatto rilevante considerando che l’85% dei presidenti che si propongono per un nuovo mandato vengono rieletti e i partiti di governo di solito spadroneggiano nelle assemblee nazionali per decenni mentre.

Nelle città africane i partiti di governo perdono a causa della frammentazione del corpo elettorale che rende flebili i legami tribali.

Succede quindi che in Kenia a Nairobi e a Mombasa il partito del presidente Uhruru Kenyatta perde le elezioni. Anche in Uganda la capitale Kampala è amministrata dai partiti di opposizione al presidente Yoweri Museveni, uno dei più longevi capi di Stato al potere, in carica dal 1986;.

In Sudafrica la Democratic Alliance, lo scorso anno ha ottenuto il mandato a Johannesburg, Port Elizabeth e Pretoria che si aggiungono a Città del Capo amministrata dal 2005. Questi successi elettorali promuovono la democrazia e indeboliscono lo strapotere dell’African National Congress, il partito di Nelson Mandela che governa la prima economia del continente dalla fine dell’Apartheid.

La competizione democratica urbana è prosperosa e viene testimoniata anche a Dar es Salaam, la capitale commerciale della Tanzania, dove l’opposizione vince per prima volta nella storia del paese.

Il trend è stato aperto dall’odierno presidente nigeriano Buhari che sconfisse l’uscente Goodluck Johnatan dopo aver precedentemente conquistato la mega municipalità della capitale commerciale Lagos.

L’espansione delle città africane, probabilmente, donerà la spinta necessaria al cambiamento in senso democratico all’immenso continente che nel 1970 rappresentava un decimo dell’umanità mentre diverrà un quarto nel 1950.

La tribalità, che spesso ha promosso rivalità inconciliabili e vantaggi considerevoli per taluni candidati, cederà il passo alla frenesia e al caos delle megalopoli, diventando un ectoplasma incapace di generare faziosità verso il proprio gruppo etnico. Il risultato è difficile da prevedere vista la dimensione dell’ordigno demografico che si andrà palesando.

Nel 2010 l’ Africa aveva 3 città sopra i 5 milioni di abitanti, il Cairo, la capitale egiziana, Kinshasa, la capitale della Repubblica democratica del Congo e Lagos, capitale commerciale della Nigeria.

Nel 2050 le città con tale numero di residenti potrebbero essere 35 con Kinshasa e Lagos con oltre 30 milioni di abitanti.  Dar es Salaam, capitale della Tanzania, Nairobi, capitale del Kenia e Luanda, capitale dell’Angola, saranno le altre potenziali megalopoli (vedi grafico).

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox