La Turchia e un Punk Islam

Ogni tanto mi ronza questa canzone in testa da quando l’Islam, grazie ad Erdogan, sta tornando padrone della Turchia e da quando la stessa Turchia è sempre più coinvolta nella tragedia della Siria con ruoli talvolta da piromane e talvolta da pompiere. Oggi mi risuona più che mai dopo la morte dell’Ambasciatore russo ad Ankara per mano di un ex poliziotto turco, anzi di un turco cospiratore gulenista.

Il jet russo abbattuto al confine, l’entrata nel territorio siriano per fermare l’espansione del Rojava (lo pseudo – stato curdo) e il meeting di questi giorni per il destino della gente di Aleppo con i russi e gli iraniani, sono solo alcuni dei legami del recente e triste passato tra i due Stati, turco e siriano.

L’Islam è un acceleratore dei conflitti. Tutti islamici ok, ma con verità diverse. Assad, il dittatore siriano, è siriano alawita che da quelle parti sembra voler dire sciita e di questi tempi sembra voler dire iraniano, alleato dei russi. Erdogan, il sultano turco, e la quasi totalità dei Turchi sono islamici sunniti che da quelle parti sembra voler dire anti – sciita e di questi tempi vuol dire nemico degli iraniani e dei russi.

La fitna, ovvero la scissione tra le due verità musulmane, avvenne nel 661 con la prima guerra civile tra i califfi. La riconciliazione non è ancora avvenuta.

La guerra in Siria è la procura per la lotta tra questi due mondi per una più grande influenza regionale. Le anime sono alimentate anche dalle milizie libanesi Hezbollah sul fronte sciita e dalle monarchie del golfo, Arabia Saudita in testa, sul fronte sunnita.

Ma quando fischiano le bombe, ai bambini di Aleppo e di tutta la Siria non credo gli importi un fico secco di queste diatribe. Credo che abbiano già incominciato  a credere che il liberale, il putiniano, il sunnita o lo sciita “Invece di pensare continua a salmodiare” proprio come l’Islam Punk
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Autore dell'articolo: Gianlu Pox