Il Pakistan e l’Haqqani network

Prendiamo una milizia che trent’anni fa combatteva  contro l’esercito occupante straniero ed era vista come una forza divina. Altrettanti anni dopo combatte sempre un esercito occupante, ma questa volta la storia vede questa milizia come il “diavolo”.

Stiamo parlando dell’entourage di Jaladdin Haqqani, il fondatore di un gruppo che durante l’invasione sovietica era considerato la testa di ponte dalla libertà afghana contro l’occupante comunista. Documentati contatti tra la CIA e Haqqani hanno posto questa milizia negli anni Ottanta sotto l’egida a stelle e strisce. Tanto è valso quello sforzo che l’Haqqani network non è considerato dall’Amministrazione americana un gruppo terrorista. Tuttavia, l’Ammiraglio Mullen  chairman of America’s Joint Chief of Staff parla di questa milizia in termini crudi e netti associandola all’assalto di 20 ore  avvenuto nella metà di settembre nel centro di Kabul e precisamente contro l’Ambasciata americana e altri obiettivi strategici (ovviamente per gli insorti). Apostrofata dallo stesso Mullen come una “vera arma” dell’intelligence pakistana, la milizia di Haqqani è responsabile dell’attacco suicida che è costato la vita a Burhaddini Rabbani, l’incaricato di Karzai per negoziare con i Talebani.

Gli attriti tra gli USA e il Pakistan sull’Haqqani network sono molto forti e rallentano il dialogo tra i due paesi. Per gli statunitensi la base di Haqqani è in Pakistan nella regione del Nord Waziristan in quella Federally Admistrated Tribal Areas (FATA) tanto cara a Osama Bin Laden, più specificatamente nella città capoluogo di Miranshah coperta dall’intelligence di Islamabad.

Per i pakistani Haqqani è un leader degli insorti afghani e perciò locato in Afghanistan e denunciano Washington di fomentare, tracciando queste accuse,  ancor più un sentimento anti – americano.

In un paese da sempre “impaurito” di essere chiuso come un sandwich da un governo afghano ostile da un lato e dall’acerrimo nemico indiano dall’altro, Haqqani e i suoi guadagnano consensi. Primo, perchè stanno combattendo contro  l’occupante straniero che sta armando e addestrando il possibile nemico frontaliero e secondo perchè conduce una lotta a favore dei Pashtun, (islamici e con un forte legame con il Pakistan)  contro i Tajiki, gli Uzbechi e gli Hazari da sempre filoindiani.

La linea sottile che lega i due paesi potrebbe sempre più pericolosamente assottigliarsi pensando al “vicino” ritiro della NATO previsto nel 2014 e alle spinte e nuove forze che potrebbe creare.

(Visited 28 times, 1 visits today)

Autore dell'articolo: Gianlu Pox