GasTensioni in Mozambico

Sono passati vent’anni dalla fine della guerra civile nel Mozambico e questo paese del sud dell’Africa ha fatto enormi passi avanti. Sebbene ancora povero, il suo reddito per persona dal conflitto è triplicato. Ha una delle economie in più rapida espansione e ha molti donatori internazionali pronti a sostenere il suo sviluppo. Le sue miniere e riserve di gas e carbone sono una calamita per gli investimenti stranieri.

Per fare un esempio, un’azienda che pesca tonno partecipata dello Stato, ha emesso obbligazioni lo scorso settembre raccogliendo $850 milioni dagli investitori stranieri. Una considerevole cifra raccolta in pochissimo tempo in comparto economico non certo del terziario avanzato.

Il costante flusso di denaro straniero  ha riacceso le tensioni tra i maggiori partiti dello Stato africano Renamo e Frelimo, quest’ultimo al potere dal 1975. Renamo è stato a lungo un gruppo guerrigliero che ha siglato gli accordi di pace del 1992 ponendo fine alla guerra civile. Il 21 ottobre scorso ha riaperto le tensione dichiarando la fine della pace cominciando una serie di sequestri che hanno portato ad aumento delle ansie legate alla sicurezza.

Rio Tinto una compagnia londinese di estrazione, il primo novembre scorso ha intimato ai suoi lavoratori di lasciare il paese. Renamo ha riacceso la miccia nell’ultimo anno, ma mai si era spinto ha dichiarare il cessate il fuoco concluso. Questo gruppo guerrigliero trasformatosi in partito politico probabilmente non sarà mai capace di riaccendere la guerra, ma la forte espansione economica potrebbe avere una frenata qualora i sabotaggi alle linee ferroviarie, uccisioni di poliziotti e rapimenti dovessero continuare.

La sicurezza è il termometro degli investimenti stranieri pertanto Renamo mira alle sue rivendicazioni politiche usando il metodo della tensione. Ciò che chiedono a Frelimo è di rivedere la politica di sicurezza, le politiche di “depoliticizzazione” del servizio civile e rinegoziare con le compagnie straniere i termini contrattuali di estrazione del gas e del carbone in maniera trasparente .

Fernando Mazanga, il portavoce del partito di Renamo insiste sull’aspetto della trasparenza  “Noi vogliamo i soldi stranieri ma in maniera trasparente” come segnala al The Economist. Parliamo di moltissimo soldi stranieri compresi quelli dell’italiana ENI.

Renamo con le sue battaglie, spesso violente, sta guadagnando terreno tra la popolazione. Frelimo ha risposto blindando il parlamento con una legge che assegna i 3/4 dei seggi al partito vincente ponendosi di fatto come gestore assoluto della “cosa” pubblica.

A Maputo le tensioni sono appena cominciate.

 

Nella foto Maputo credit by RMG

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox