Il Gulenista della Porta Accanto. I Fantasmi dalla Turchia

Un decreto votato in Turchia ha disposto l’uscita dalle affollate carceri statali di circa 38.000 detenuti che avevano scontato almeno metà della loro pena. Fatto salvo per gli assassini e gli stupratori, gli altri tutti fuori per far spazio ai Gulenisti della porta accanto: la razza cospiratrice tanto odiata dal Sultano Erdogan.

Impiegati pubblici, professori, giornalisti, soldati e chi più ne ha più ne metta saranno incarcerati al posto loro. Dall’ultimo conteggio sembrano che siano circa 35.000 persone. Il presidente assicura che la setta islamica di Hizmet comandata dal leader spirituale turco Fetullah Gulen e colpevole del golpe del 15 luglio sarà perseguitata in tutto il Pianeta.

I numeri parlano chiaro. Il Ministero degli esteri di Ankara ha richiamato 200 diplomatici per essere processati. Di questi, 32 si sono dati alla fuga. Per gli 8 soldati che fuggirono con l’elicottero in Grecia è stata chiesta a gran voce l’estradizione.

Il governo ha spiccato anche il mandato di arresto per Hakan Sukur, storico calciatore turco,  che ora vive negli Stati Uniti. La Turchia sta facendo il possibile per smantellare la catena di associazioni caritatevoli e scuole private Guleniste diffuse in 160 paesi.

Alcuni paesi hanno raccolto l’appello a diffidare dei cospiratori. In Somalia, nazione poverissima e dilaniata da una guerra civile non ancora completamente conclusa, sono state chiuse due scuole e un ospedale. In Azerbaigian sono state licenziate 50 insegnanti turche accusate di aver rapporti con il movimento e il governo ha iniziato un indagine per investigare sul network di Gulen.

Gulen,-Erdogan-e-Turchia-geopolitiqui

L’Albania sta sindacando sulle scuole e associazioni Guleniste ben radicate nel proprio territorio. Stati come l’Indonesia e il Kenya dove Hizmet è molto presente non hanno dato il beneplacito al Sultano e non prenderanno parte alla persecuzione.

I turchi però pressano soprattutto gli Stati Uniti anche se l’amministrazione a stelle strisce ammette che non sono state portate prove sufficienti del legame tra Gulen e il golpe.

Binali Yldrim, primo ministro di Ankara, ironizza rivolgendosi a Washington “Di quali documenti avete bisogno quando sono state uccise 245 persone bombardate da aerei e investite da carri armati?”

Credo che per gli americani e nei tribunali di mezzo Pianeta serva ben altro che queste semplici e altezzose parole per provare la colpevolezza del Gulenista della porta accanto .

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox