Il caso Bemba, il Congo e l’InGiustizia Penale Internazionale

La Corte Penale Internazionale dell’Aja nel novembre del 2010 aprì il processo per crimini di guerra contro il politico congolese Jean – Pierre Bemba. Le accuse mosse dal procuratore generale si riferivano al ruolo che Bemba ebbe come comandante di un milizia armata che condusse una devastante campagna di stupri, assassini e torture nella Repubblica Centro Africana tra il 2002 e il 2003.

Milionario uomo d’affari e rampollo di una prominente famiglia, Bemba ha servito lo stato congolese come vice – presidente, prima di essere esiliato dopo la suo sconfitta alle elezioni del 2006. Nonostante ciò, rimane il leader di un partito politico che ha molto seguito nei dintorni della capitale Kinshasa.

Il caso Bemba ha causato un rilevante fracasso in Congo. Molti cittadini consideravano questo uomo d’affari un intoccabile e furono molto sorpresi quando fu arrestato in Belgio nel 2008. Bemba brandiva un passaporto diplomatico e insistette, invano, sul suo diritto all’immunità. Forte della sua corte di avvocati, ha rigettato i due capi d’accusa di crimini contro l’umanità e di crimini di guerra.

Nello specifico, l’ex – leader congolose, fu accusato di aver spedito parte dell’esercito congolose sotto il suo comando a supporto dei ribelli,  per un tentativo di un colpo di stato nella vicina Repubblica Centro – Africana, allora guidata dal Presidente Ange  – Felix Patasse.

In quel novembre, Luis Moreno – Ocampo, procuratore capo, descrisse cosi la situazione ” dopo che le truppe di Bremba conquistarono l’area si organizzarono e insieme ai ribelli andarono casa per casa stuprando, saccheggiando e assassinando quelli che si opponevano”.

“Il caso – continua il procuratore capo – presenta una questione molto complessa come la responsabilità del comando, normalmente in tali casi la difficoltà è di provare l’effettività  dell’autorità e del controllo sulla milizia del comandante.

Bremba – aggiunge Moreno Ocampo – lui stesso ha costruito questo esercito per guadagnare denaro e potere, e personalmente ha guidato le forze, stando in costante contatto con loro e fu sempre ben informato sulle loro attività. Dopo la battaglia, organizzò anche alcuni processi fittizi per coprire i suoi crimini sostenendo che lui stesso avrebbe punito i perpetratori” – conclude il procuratore capo.

Bemba, oggi è tornato un uomo libero scagionato da tutte le accuse ed è tornato nella Repubblica del Congo dove correrà per le elezioni presidenziali che si terranno il prossimo dicembre con il rischio di diventare il futuro presidente.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox