Gli Occhi nei Cieli dell’Africa. La Falsa Speranza del Sahel

L’espandersi del terrorismo in Africa per opera dei gruppi armati di matrice islamica non è una novità. La terra promessa dove questa Guerra Santa, neppure troppo nascosta, viene condotta è il Sahel, una striscia a cavallo della savana e il deserto che taglia da est a ovest il Continente Nero.

sahelIl nuovo millennio, complici anche le Primavere arabe, la destituzione di Gheddafi in Libia e la crisi nel Mali, ha tramutato questa parte di Africa in un limbo dove gruppi armati transfrontalieri fanno il buono e il cattivo tempo. Gli Stati Uniti hanno incrementato il suo coinvolgimento nella regione a partire dal 2005 con la Trans Sahara Counter-Terrorism Initatiative e nel 2007 ha consolidato la presenza con la decisione del Pentagono di lanciare il commando militare statunitense AFRICOM. gruppi-jihadisti-in-africa

Da allora il numero degli effettivi presenti sul terreno è continuato a crescere fino a raggiungere i 700 soldati e ufficiali, ma la vera ascesa è costituita attualmente dagli “occhi nei cieli”. I droni Predator e Reaper sono i protagonisti della sorveglianza nella terra di nessuno. Il Sahel è anche una linea virtuale sulla sabbia che divide il continente tra l’Africa musulmana e quella non musulmana. La polveriera è determinata in gran parte dalla mancanza di identità di questi popoli stretti in dei confini non coincidenti con le nazioni. L’azione dei droni quindi è diventata determinante solo nel contenimento dell’islamismo violento e non per creare una pace duratura. Il Niger, il Burkina Faso, la Mauritania e il Ciad sono attraversati da attentati e minacce alla pace che sono all’ordine del giorno.

L’ultimo violento attacco ha visto, in ottobre l’uccisione di 22 soldati del Niger e la settimana successiva quella di un militare americano. La balcanizzazione della regione è in atto ormai da diversi anni e solo l’opera di una forza di intervento dell’ONU potrebbe fermare questa escalation di violenza. I Reaper e i Predator offrono una sorveglianza “da parata” che potrebbe soggiacere soltanto un’illusione troppo lontana. Chissà cosa ne pensa Donal Trump?

Iscriviti alla newsletter di Geopolitiqui.org per non perderti neanche un contenuto del diario della geopolitica dal “volto umano”!

(Visited 18 times, 1 visits today)

Autore dell'articolo: Gianlu Pox