Congo. Il Grilletto dell’Africa

Se guardassimo il continente africano immaginandolo come una pistola potremmo considerare la Repubblica Democratica del Congo come il suo grilletto.

L’immaginazione impatta la realtà quando questo immenso Stato è in subbuglio tenendo col fiato sospeso l’intero continente. Joseph Kabila, presidente dittatore da 17 anni della RDC non vuole farsi da parte anche se costituzionalmente non può correre per un altro mandato. Questo atteggiamento ha provocato numerose proteste che già nei mesi scorsi avevano provocato numerose vittime ma la rivolta della regione centrale del Kasai guidata dal gruppo guerrigliero Kamuina Nsapo è la più preoccupante.

L’ONU ha denunciato che il conflitto tra l’insorti e le forze governative ha già prodotto un milione e mezzo di profughi interni e dai 500 ai 3.000 morti e circa 40 fosse comuni.

Il Congo ha meno strade asfaltate del Lussemburgo e solo l’1% delle aree rurali ha l’elettricità. Avere 90.000 seggi elettorali pronti per il prossimo dicembre, mese in cui si svolgeranno le elezioni, dovrebbe assomigliare a un miracolo.

Quando parliamo di miracoli, vediamo all’orizzonte la Chiesa cattolica che in questo paese è l’argine moderato e ragionevole contro Kabila. Le congregazioni in Kinshasa e in altre 12 città hanno marciato contro il Presidente, sfidando ogni minaccia.

L’ostinata dittatura potrebbe scatenare una guerra orribile e su vasta scala come quella condotta da Kabila padre che portó alla caduta del regime di Mobutu Sese Seko, il tiranno che governó questo paese chiamato Zaire dal 1965 al 1997, anno in cui fu deposto da appunto Kabila con la collaborazione dei signori della guerra del vicino Ruanda.

Un Miracolo è proprio quello che ci vorrebbe.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox