Burkina Faso e il Limbo del Sahel

L’attacco all’Hotel Splendid e al ristorante Cappuccino nella capitale del Burkina Faso dal nome impronunciabile Ouagadougou compuito dai Jihadisti del gruppo terroristico Al – Qaeda nel Mahgreb islamico è senza dubbio collegato alla posizione geografica di questo Stato africano.

Il Burkina Faso si trova nella linea del Sahel, quel lembo di terra che taglia l’Africa da ovest a est proprio sotto il deserto del Sahara. Questo corridoio immaginario è diventato una vera e propria polveriera per il continente. Il nodo centrale risiede nei confini tracciati dai colonizzatori che hanno diviso gli Stati africani a cavallo di questa stringa di terra.

Sahel

Il Sahel divide il continente in due entità. Un nord musulmano e un sud non musulmano per la maggior parte cristiano. Divide anche le etnie e gli usi e i costumi dei popoli tra abitanti del deserto e  coloro che non hanno la sabbia nelle scarpe. Costruire identità nazionali sopra la linea del Sahel è ancora una scommessa aperta. In questi quindici anni del nuovo millennio troviamo le testimonianze del limbo infernale in cui vivono le popolazioni di questi paesi.

La prima pericolosa testimonianza è il gruppo terroristico di Boko Haram che ha giganteggiato nel nord della Nigeria compiendo numerosi attentati e sequestri arrivando fino a imporre una vera propria sharia nelle regioni controllate. Il nord della Nigeria è la parte più povera dello Stato. Il grado di alfabetizzazione di Kano, la più grande città del nord, è del 46% contro il 92% di Lagos, la capitale commerciale. Se prendiamo lo Stato di Borno nel profondo nord – est nigeriano dove il gruppo Boko Haram è nato, il grado di alfabetizzazione scende al 15%.

Il Ciad è stato da sempre instabile con tentativi di colpi di Stato a ripetizione nel 2006, 2008 e 2013. Il ruolo della Francia ha permesso al presidente Idriss Deby Itno di rimanere in carica dal 1990 e stroncare qualsiasi opposizione interna. Il Ciad è diventato un protagonista della regione supportando l’azione francese in Mali e lottando contro il vicino Sudan di Omar Al – Bashir. Dispone di un potente e preparato esercito in grado di ristabilire l’ordine e proteggere lo Stato dalle minacce esterne.

La crisi maliana è l’altra grande testimonianza dell’agitazione che preme sulla regione. Nel 2013 la Francia è dovuta intervenire al fianco delle truppe dell’Unione Africana per riunire il paese minacciato dalla rivolta Tuareg sostenuta proprio dai gruppi jihadisti come Al Qaeda nel Mahgreb islamico.

La Crisi Maliana e il Sahel

La situazione che più rispecchia le divisioni portate dalla creazione di entità nazionali a cavallo della linea del Sahel è quella del Sudan. Nel 2011, il Sudan ha diviso il suo territorio tramite un referendum che ha sancito la nascita del Sud Sudan, Stato sovrano e indipendente. Questa democratica operazione ha regolato un dramma portato dalle frontiere coloniali omogeneizzando la composizione religiosa della regione. Con la secessione, il Sudan è praticamente un paese con la quasi totalità della popolazione di fede musulmana e il Sud Sudan è al contrario non musulmano. Il confine coincide, guarda caso con la linea del Sahel.

La maledizione purtroppo ha voluto che seppur indipendente il Sud Sudan ha dovuto combattere nuovamente una guerra civile tra i due leader politici più influenti e ha reso vano lo sforzo del raggiungimento dell’agognata autonomia.

Gruppi-Jihadisti-in-Africa

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox