Proposito Africa 2014. Illuminare un continente

Il pensierino di inizio dell’anno 2014 è speso per le quasi 1,2 miliardi di persone, inclusi i 600 milioni dell’Africa sub – Sahariana, la cui vita, così come viene percepita nel mondo ricco, si ferma con il calar della notte per mancanza di elettricità.

Per dare un’idea della situazione di penuria di energia elettrica, basta semplicemente pensare che il  Vietnam consuma la stessa quantità di energia elettrica di tutta l’Africa sub – sahariana, escluso il Sud Africa.

La mancanza di questa importante fonte di energia comporta che  i bambini non possono fare i compiti la sera, le donne partoriscono alla luce delle candele e il cibo viene cucinato in basiche stufe usando legna o sterco come combustibili. Una famiglia impiega ore e ore nelle foreste e nei campi per la raccolta di questi preziosissimi combustibili.

Una volta collezionati, la legna e lo sterco vengono bruciati all’interno delle dimore e sono una fonte di  inquinamento che già sta uccidendo milioni di persone.

L’elettricità non è solo una questione legata alla casa. Senza una sicurezza energetica nessun commercio e nessuna florida economia possono svilupparsi; le industrie non possono soddisfare gli ordini; le vitali connessioni al mercato non possono essere mantenute.

Più della metà dei cosiddetti African business leaders identificano la mancanza di energia elettrica come il più grande ostacolo allo sviluppo.

Con l’attuale tecnologia , portare l’energia a chi non la possiede avrà delle sicure ripercussioni sull’emissioni di carbone globali. L’Agenzia internazionale per l’energia (International Energy  Agency – IEA) stima un incremento dello 0,7% delle emissioni per approvvigionare di energia il resto del globo. Questa apparente piccola percentuale è equivalente all’inquinamento prodotto da le 5 più grandi miniere di carbone della Cina.

Con l’innovazione tecnologica e l’incoraggiamento all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, la percentuale di aumento di emissioni nocive potrebbero essere ancora inferiore. Attualmente in Africa, è utilizzato solo il 7% del potenziale idroelettrico e meno dello 0,7% di quello eolico. Il fotovoltaico è praticamente all’età “infantile” mentre il consumo di gas per produrre energia è in forte crescita.

In poche parole, visti i pochi rischi connessi all’impatto ambientale e ai cambiamenti climatici, non c’è ragione perché la domanda di equità energetica non possa essere perseguita.

Le Nazioni Unite assicurano che la “povertà” di energia elettrica del Pianeta Terra sarà al centro dell’agenda internazionale nel 2014 per “un nuovo decennio di energia sostenibile per tutti”. La necessità di energia elettrica è il più grande bisogno del continente Nero. Niente è più importante.

Illuminare l’Africa avrebbe lo straordinario effetto di portare ore di luce a milioni di persone che le avrebbero vissute nel buio. Chissà come verranno utilizzate. Dal 2014, gli africani dovranno iniziare a pensarci.

Happy new year Africa.

 

Foto credit by www.georgeherald.com

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox

  • Stefano Zucchini

    Il Fotovoltaico può risolvere un sacco di piccoli grandi problemi.ovviamente pannelli più batterie,ma visti i loro consumi (bassi) il sole che c’è e il costo ormai accessibile è assolutamente fattibile, dalle Marche sono già partiti un pò di moduli made in marche anche grazie a me. uno addirittura con un volo di linea come bagaglio di stiva 😉

    • Autore

      Carissimo Stefano,
      il fotovoltaico potrebbe davvero essere la risorsa che possa accendere il futuro del Continente Nero. Pulita, rinnovabile, trasportabile e il sole africano farebbe il resto. Inoltre l’Africa ha bisogno di energia, ma ha basso consumo. A questo punto un altro Buon proposito 2014 è spedire ulteriori moduli, non solo in Africa. Avete accordi commerciali? Se si quali paesi?