Africa, il virus Ebola e l’Epidemia di Ignoranza

Le tende dei safari rimangono chiuse. Le piscine degli hotel sono vuote. Le guide turistiche oziano tra leoni e elefanti. I tour operator dell’Africa assistano alla più grande caduta del business turistico mai vista prima. Il virus Ebola ha ucciso 5.000 persone dal suo paziente Zero e sta trascinando con sé l’economia di un intero continente.

Per l’europeo, l’asiatico e l’americano medio l’Africa è un solo paese. Non importa che tra Nairobi e il centro dell’epidemia circoscritta tra Guinea, Sierra Leone e Liberia ci siano 5.250 km, circa un migliaio in meno di Roma, che dista 4.300 km oppure  di Madrid che frappone “solo” 3.600 Km. L’ Africa è Africa mentre l’Europa è Berlino, Parigi, Londra, capitali di Stati dove un’esplosione di un’epidemia, se si fosse propagata in un solo paese, non avrebbe frenato il turismo e immobilizzato un continente.

Tale percezione di univocità ha fatto riscoprire al Pianeta Terra le paure primordiali e succede che il Marocco, insignito dell’onore di ospitare le fasi finali della Coppa d’Africa di calcio, prima ha posticipato di un anno il calcio d’inizio per poi rinunciare all’intero evento perché il virus Ebola continua la sua marcia nel suo immenso continente e risultano un pericolo gli stadi affollati, le squadre ospiti e la libera circolazione.

La federazione africana ha risposto bandendo lo stato sahariano, rimanendo così senza paese ospitante a due mesi dall’inizio della manifestazione.

L’elemento sconcertante è che, i paesi colpiti maggiormente, la Guinea, la Sierra Leone e la Liberia non essendosi qualificate alle fasi finali, non avrebbero dovuto volare in Marocco. Gli organizzatori “annaspano” per trovare un sostituto e l’impressione è che la prossima vittima dell’epidemia sarà il calcio.

Direttamente e indirettamente il turismo conta per quasi il 10% del PIL dell’ Africa sub – sahariana e dispensa reddito a milioni di persone. L’industria turistica produce una ricchezza di 170 miliardi di dollari. Nel 2013 più di 36 milioni di persone hanno visitato questo sconfinato continente. Una tendenza che negli ultimi ha fatto registrare picchi di crescita stimati di oltre il 6%.

Oggi, i rifugi dei safari sono più vicini all’estinzione degli animali che li circondano. Dall’inizio della propagazione del virus Ebola il declino turistico è stato molto accentuato in paesi lontanissimi dall’epidemia come il Botswana, Kenya, Sudafrica e Tanzania.

Il virus Ebola è difficilmente avvicinabile per “ferocia” all’AIDS e alla malaria che sono per diffusione le più grandi malattie killer  del continente africano.

Una nuova epidemia mortale si sta propagando nel Pianeta Terra: l’Epidemia di Ignoranza.

Nella foto Bud Spencer in Piedone l’Africano – credit by www.film-review.it

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox