I Paperi dei Panama Papers

Da giovane, Ramon Fonseca pensava di prendere gli ordini ecclesiastici. A Panama, invece è diventato un evangelista dell’offshore business. Oggi, il suo studio legale, di cui è cofondatore, è al centro di una tempesta globale con una moltitudine di peccati finanziari al suo interno che viene chiamata, per consuetudine storiografica, Panama Papers.

Pochi al mondo hanno sentito parlare di questo personaggio e della Mossack Fonseca, la sua società panamense, prima del 3 aprile 2016. Il Giorno in cui un collettivo di 400 giornalisti provenienti da 76 paesi ha incominciato a pubblicare storie  sulle ricchezze nascoste di politici, celebrità e altri abbienti, basate su 11,5 milioni di documenti rivelati dal database del suo studio legale.

Una maxi operazione che copre un periodo di 40 anni e scopre presunti o accertati evasori fiscali. I Panama Papers contengono migliaia di dettagli su opache compagnie, fondazioni e gruppi d’interesse che si appoggiavano alla Mossack Fonseca.

2.6 TeraBytes (TB), tanto è grande la mole di informazioni raccolte nei Panama Papers. Wikileaks al confronto è una “caccola” con i suoi 1.7 GigaBites (GB). Dal 2010 in poi, sono susseguiti gli scandali conosciuti come: Offshore Secrets nel 2013 (260 GB); le cartelle sulle tasse evase in Lussemburgo nel 2014 (Luxembourg Tax files 4.4 GB) e le rivelazioni sulle attività della banca HSBC nel 2015 (HSBC files 3.3 GB).

Un primo pensiero va ai Paperi dei Panama Papers, di quei “malfattori” a cui è stato rivelato il legame con la Mossack Fonseca.

Degli 11,5 milioni di documenti nessun americano e spagnolo sono coinvolti. Le malelingue hanno pensato subito allo zampino della CIA e della NSA nell’operazione di divulgazione delle informazioni segrete. Vige però un accordo bilaterale tra il paradiso fiscale e Washington per cui le banche panamensi sono obbligate a fornire le operazioni finanziarie di cittadini USA se i tribunali americani lo richiedessero. Pertanto, non ci dovrebbero essere segreti da poter rivelare tra le due nazioni.

Il Global Times, l’organo di informazione del partito comunista cinese, invece pensa che ci sia stato effettivamente un complotto occidentale. La censura ha cercato di  evitare sulla rete le discussioni sui Panama Papers, ma con poco successo.La Mossack Fonseca aveva tra i suoi clienti alti dirigenti del Politburo comunista cinese e anche il cognato del premier Xi Jinping. Questo personaggio e la moglie, sorella di Xi, conducevano business di migliaia di dollari su compagnie offshore. I documenti segreti suggeriscono che la Cina è il più grande mercato di Mossack Fonseca.

L’ufficio di Hong Kong e gli altri otto delle città cinesi collezionavano il 29% delle compagnie offshore dello studio legale panamense. I dirigenti comunisti non hanno fatto niente di illegale per la legge cinese, ma hanno compiuto atti contrari alla disciplina del partito di gran lunga più restrittiva e di gran lunga più punitiva.

I Panama Papers hanno fatto vittime realmente illustri come il primo ministro islandese Sigmundur David Gunnlaugsson costretto alle dimissioni dopo le rivelazioni che vedevano la moglie proprietaria di una compagnia in un paradiso fiscale. La società è stata venduta a lei da lui stesso per un dollaro prima che diventasse parlamentare. Una storia che ha visto scendere in piazza 10.000 persone in un paese che conta 330.000 persone (circa la popolazione di Firenze). Gunnlaugsson, il più giovane capo di governo della storia islandese, all’apparenza aveva governato bene ed era riuscito a portare l’isola artica fuori dalla crisi del 2009, causata proprio dalle banche, che aveva colpito duramente i cittadini. Probabilmente, le nuove elezioni saranno vinte dal Pirates Party che aveva avuto il 43% dei consensi alle ultime elezioni. Un futuro fatto di luci e ombre aspetta l’Islanda

Forse il personaggio coinvolto più famoso è David Cameron. Le azioni del padre nella società con sede in un paradiso fiscale facevano parte dell’eredità e ha specificato di averle vendute prima di diventare primo ministro. Anche qui sembra quasi che questa bomba sia stata sganciata volutamente a pochi mesi dal referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’UE. Cameron è un convinto sostenitore del rimanere in Europa e questo peccato finanziario potrebbe favorire i fautori di una Brexit.

La Mossack Fonseca aveva però anche un’anima. Nel 2011 rifiutò i soldi del cugino del dittatore siriano Bashar al Assad. La pericolosità di essere accostati ad uno dei rogue states (Stati canaglia) invisi al potente alleato statunitense difficilmente può essere bypassata dai dollari.

I Panama Papers hanno infine scosso più l’Ucraina che la Russia. Poroshenko, presidente ucraino, è stato coinvolto quasi personalmente a causa della compagnia BVI con sede nel paradiso fiscale delle Isole Vergini britanniche, utilizzata per ristrutturare la sua compagnia Roshen. Non ci sono azioni legali in corso, ma è lo stesso musica nelle orecchie di Putin che invece, complice uno Stato assuefatto alla corruzione, ha avuto solo alcuni del suo cerchio magico coinvolti per un valore di circa 2 miliardi di dollari.

Anche se sono stati coinvolti 140 politici, la geopolitica probabilmente non sarà scossa più di tanto. I Paperi finiti nella trappola dei peccati finanziari non avranno pertanto conseguenze. Resta l’impresa giornalistica e la necessità di non abbassare la guardia anche se:

Tutti smettiamo di essere patriottici quando si tratta di pagare le tasse
Winston Churchill

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox