La doppia faccia di Google quando si parla di Palestina e territori occupati.

Mayada Al-Sayad e Mohammed Abukhousa (atletica), Ahmed Gebrel (nuoto), Simon Yacoub (Judo), Christian Zimmermann (equitazione), Miri Alatrash (nuoto). Sono i nomi degli atleti palestinesi che hanno preso parte a Rio 2016. Hanno gareggiato portando i colori della loro nazione, la Palestina, appunto.

Gli atleti palestinesi alla cerimonia di apertura
Gli atleti palestinesi alla cerimonia di apertura delle olimpiadi di Rio 2016.

Se il comitato olimpico internazionale e l’organizzazione delle Nazioni Unite riconoscono quindi la Palestina come stato, perché non dovrebbero farlo anche le mappe del motore di ricerca più usato?

Questa sarà stata solamente una delle molte domande a balenare nella mente delle 330mila persone che finora hanno firmato la petizione su change.org che chiede a Google di inserire la Palestina all’interno di Google Maps.

petizione google palestina
Il messaggio di uno dei firmatari della petizione

In realtà tutto nasce da un equivoco: all’inizio, gli utenti pensavano che la Palestina fosse stata eliminata. La Palestina, anche se riconosciuta come un paese dalle Nazioni Unite, non è mai stata però su Google Maps (già nel 2009 l’utente “peace man” chiedeva in questa discussione sui forum Google spiegazioni sul perché la Palestina non fosse incluse nelle mappe. La risposta in quel caso fu tutt’altro che esaustiva). Invece di essere delimitata con una linea continua che denota un confine nazionale, Google definisce invece la Striscia di Gaza e la Cisgiordania con un bordo tratteggiato – il marchio che utilizza per descrivere i cosiddetti “Disputed terriories” (territori contesi). L’equivoco si è scaturito dal fatto che in estate un glitch (errore non programmato) aveva causato la sparizione delle linee tratteggiate che delineano questi territori. Adesso il glitch è stato risolto, ma siamo ancora lontani dal vedere il nome della Palestina comparire sulle mappe del colosso di Mountain View.

Le zone della Cisgiordania e della striscia di Gaza su Google Maps.
Le zone della Cisgiordania e della striscia di Gaza su Google Maps.

All’interno della petizione, Google viene definito “complice della pulizia etnica della Palestina portata avanti da parte del governo israeliano” e in risposta ha spiegato che non considera la Palestina come un paese separato da Israele.

Quella dei territori contesi per Google è una questione spinosa e non del tutto limpida. Un sito web chiamato “Disputed Territories” ha raccolto alcune delle aree che Google visualizza in modo diverso a seconda del paese che sta guardando.

Ad esempio, su maps.google.co.uk la Crimea è definita da una linea tratteggiata, che indica che l’area è un territorio occuopato. Ma sul sito russo maps.google.ru è separata dall’Ucraina con una linea continua.

Allora come mai esiste la home page di Google Palestina?

La home page di Google Palestina
La home page di Google Palestina

La risposta è che nel 2013 Google ha “seguito la guida delle Nazioni Unite” e aggiornato la versione palestinese della sua pagina di ricerca con la dicitura “Palestina” e non con quella “territori palestinesi” che usa negli altri casi. Ci chiediamo perché allora non aggiornare anche le mappe.

La Palestina è accettata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite come Stato osservatore (molto simile a Città del Vaticano, per esempio), ma non è uno stato membro che può partecipare alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il ché significa quindi non è pienamente riconosciuto come stato di governo.

Al fine di poter essere considerato un membro a pieno titolo delle Nazioni Unite ed inserito nel Consiglio di sicurezza ha bisogno di superare la votazione senza avere nessun veto da parte dei membri permanenti del Consiglio (vale a dire Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Cina, Russia). Ci sono stati un certo numero di tentativi per renderlo uno stato completo ed ammetterlo nel Consiglio di sicurezza, ma gli Stati Uniti hanno sempre apposto il loro veto. Indovinate quale dei membri permanenti del consiglio è più legato con Israele?

Una manifestazione a favole della Palestina
Una manifestazione a favole della Palestina
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Autore dell'articolo: Andrea Gozzi