La Crimea e il Nuovo Ordine Mondiale

La Crimea, penisola ucraina grande quanto la Sicilia, il 16 marzo scorso è stata annessa alla Russia. Nel 1954, il leader sovietico Breznev regalò questo importante pezzo di terra situato nel Mar Nero alla Repubblica sovietica di Ucraina. Mantenuta anche dopo l’indipendenza, Vladimir Putin con un referendum in odore di illegittimità, si riappropria di ciò che a suo parere è sempre stata Russia.

La politica estera è ciclica e spesso imprevedibile. Il collasso del sistema sovietico agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso non era stato predetto e le sua conseguenza principale è stata la nascita di un nuovo ordine mondiale unipolare con un’incontrastata supremazia degli Stati Uniti e dei suoi valori.

La prorompente arroganza di George W. Bush ha promosso questo “mondo unipolare”, ma quest’ultimo è stato strozzato dalla sabbia del deserto iracheno.

L’avvento di Obama come presidente dell’unica presunta superpotenza rimasta  appariva come un cambio di prospettiva, verso un approccio più collaborativo più orientato a condividere cause e problemi comuni con gli altri Stati in una sorta di abbandono dell’unilateralismo dell’epoca di Bush figlio.

Questo è fallito miserabilmente in Siria, ma ha mostrato segni di ripresa con l’accordo sul nucleare iraniano. Sebbene con questa forma apparentemente più “gentile” gli Stati Uniti con la loro influenza sembrano tenere unito il rispetto delle frontiere e il diritto internazionalmente riconosciuto.

Vladimir Putin sembra invece operare in maniera spregiudicata per distruggere il poco ordine che rimane.  Le frontiere hanno sempre rappresentato un baluardo difficile da modificare.

L’annessione di questa penisola del Mar Nero potrebbe aprire il vaso di pandora delle dozzine di Crimea sparse nel mondo.

Parecchi Stati hanno sempre visto con poca simpatia primati americani e la moralizzazione dell’Occidente. Ma loro potrebbero trovare il nuovo ordine di Putin molto peggiore.

I piccoli Stati prosperano in un sistema aperto e regolato piuttosto che in uno imperfetto e disordinato. Se questo risultasse vero, questi dovrebbero avere paura del caos, specialmente se la contesa li vedrebbe di fronte a un potente e aggressivo attore regionale.

I più grandi Stati, particolarmente i nuovi giganti emergenti, sono meno minacciati dal “bullismo” internazionale, ma un mondo anarchico e diffidente “ferirebbe” anche loro allo stesso modo.

Se i trattati internazionali diventano carta straccia, l’India potrebbe essere facilmente trascinata in un confronto bellico con la Cina per l’Arunachal Pradesh oppure contro il Pakistan per la regione del Ladakh.

Se la secessione unilaterale è accettabile, la Turchia troverebbe difficile persuadere i loro Curdi a rimanere sotto Istanbul, senza scatenare una vera guerra civile.

L’Egitto e l’Arabia Saudita vorrebbero sedare le ambizioni regionali dell’Iran impedendo alla potenza persiana di intervenire in aiuto dei musulmani sciiti del Medio oriente. Potrebbero provarci.

Anche la Cina dovrebbe riflettere. La Crimea potrebbe essere un buon acceleratore per riprendere la “sacrosanta” sovranità su Taiwan, ma allo stesso modo volano dell’autodeterminazione “sacrosanta” del Tibet.

Questi sono solo i pochissimi casi delle dozzine di Crimea sparse nel Pianeta Terra. La pace nel sistema anarchico di Putin è elusiva, perché tutto potrebbe diventare un pretesto per un’azione e qualsiasi percezione di essere aggrediti può legittimare una risposta.

L’aggressione alla Georgia in risposta alla secessione del Kosovo nel 2008 e l’annessione della Crimea come pretesto alla sottrazione del “satellite” Ucraina nel 2014 sono solo dei piccoli assaggi del possibile futuro ordine mondiale.

Quanti tempi verbali “condizionali”, ma intanto The Indipendent, un quotidiano inglese,  riporta un’analisi del contro – spionaggio svedese che vede la Russia in preparazione ad una guerra contro il paese scandinavo. La condizione è che tutto può succedere nel nuovo ordine mondiale.

Nella foto il cerchio magico del film Stargate – Credit by alientsvloggg.blogspot.com

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox