Diaspora Bonds

Come possono aiutare la loro patria i migranti dei paesi poveri  che lasciano il proprio Stato di nascita? Il metodo più usuale è quello di spedire soldi a casa per aiutare i loro genitori, per sostenere i fratelli o i cugini all’Università e così via.

Queste rimesse degli emigranti sono importanti dice Dilip Ratha della Banca Mondiale, ma non viene fatto abbastanza per sfruttare nel migliore dei modi il reddito dei migranti dei singoli paesi che risiedono all’estero.

I paesi poveri dovrebbe tenere sotto controllo questi risparmi dei loro cittadini. Un modo per salvaguardarli è vendere i diaspora Bonds. L’Idea è semplice. I paesi poveri potrebbero emettere bonds e “commercializzarli” ai migranti nei paesi ricchi. Ci sono diversi vantaggi nel “mungere” i membri della diaspora.

Sono di solito molto patriottici coloro che lasciano il loro paese per vivere in un altro quindi molto solidali e disponibili ad aiutarlo, magari con i propri risparmi che servirebbero per costruire scuole, ponti e ospedali. Quale miglior metodo per essere patriottici…

Sono più pazienti degli investitori e potrebbero mantenere meglio e con più partecipazione il loro portafoglio titoli. Potrebbero così tenere più a cuore le sorti dello stato natio e informarsi sulle azioni della classe dirigente del Paese. Potrebbero chiedere ai loro amici in patria i per – ché e i per – come certe dimostrazioni sono finite in spargimenti di sangue, piuttosto che promuovere con più forza l’immagine del proprio paese all’estero, essendo loro stessi azionisti della propria patria.

India e Israele hanno ottenuto notevoli successi con il metodo della diaspora bonds. Anche il disperato governo greco sta cercando di perseguire questa idea. La diaspora delle genti è al suo massimo splendore. Più di 200 mil. vivono al di fuori del loro Stato di nascita. Sono quasi tutti più ricchi dei loro compatrioti. Si stima inoltre che le rimesse degli emigranti hanno l’ammontare di poco superiore ai 400 miliardi di dollari. Più o meno il maxi prestito concesso alla Grecia.

La Banca Mondiale sta promuovendo questo tipo di politica verso alcuni stati che hanno una massa consistente di migranti come il Kenia, le Filippine e la Nigeria. Ricevuto il messaggio i governi di tali paesi stanno cercando di mettere a punto piani finanziari appetibili per usufruire di queste rimesse. In passato molti paesi poveri erano fiscalmente sregolati e dissoluti e nessun investitore sano di mente nemmeno il più patriottico avrebbe lasciato un soldo nelle mani dell’amministrazione statale. Qualcosa sta cambiando.

Molti ordinamenti statali sono ancora anti – democratici o guidati da regimi oppressivi delle libertà, quindi soggetti ad alto rischio di insolvenza. Uno dei paesi che recentemente ha provato questo tipo di politica è stata l’Etiopia. Il risultato è stato un flop e poche rimesse sono andate in quella direzione. Ma per molti paesi poveri, i diaspora bonds rimangono una preziosa opportunità da non sottovalutare.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox