Africa e l’ordigno demografico

Le famiglie dell’ Africa sono l’eccellenza della prole numerosa. Un numeroso nucleo familiare è direttamente proporzionale all’indice di fertilità. Questo dato statistico indica il numero medio potenziale di figli per donna nell’arco della loro vita.

Negli anni Sessanta, paesi quali Tunisia, Brasile, Messico, Sudafrica e Indonesia promuovevano la vita sul Pianeta Terra con un tasso tra il 5.5 e 7.5 figli per donna

Le politiche di popolazione e l’uso di contraccettivi hanno ridotto la possibilità di avere figli. All’inizio della seconda decade del nuovo millennio i paesi con il più alto indice di fertilità del mondo sono gli Stati africani della Repubblica democratica del Congo, dell’Uganda e del Niger con un indice al 7,5.

Nel 2010, nel Continente Nero vivevano circa un miliardo di persone. Le proiezioni delle Nazioni Unite di medio – termine prevedono che la popolazione aumenterà fino a raggiungere 1,6 miliardi nel 2030 e raddoppierà questa cifra entro il 2050.

Questo è il caso peggiore (o migliore dipende dai punti di vista) dove l’ Africa del 2050 sarà un quarto della popolazione del mondo. Nel 1970 era un decimo.

Questo incremento è dovuto principalmente all’enorme ascesa dell’urbanizzazione e del numero di figli per donna.

Nel 2010, l’ Africa aveva 3 città sopra i 5 milioni di abitanti, il Cairo, la capitale egiziana, Kinshasa, la capitale della Repubblica democratica del Congo e Lagos, capitale commerciale della Nigeria.

Nel 2050, le città con tale numero di residenti potrebbero essere 35 con Kinshasa e Lagos con oltre 30 milioni di abitanti.  Dar es Salaam, capitale della Tanzania, Nairobi, capitale del Kenia e Luanda, capitale dell’Angola, saranno le altre potenziali megalopoli (vedi grafico).

Demografia-dell'Africa

Provvedere ai loro servizi di base (fognature, elettricità, acqua potabile etc.) potrebbe essere il vero incubo.

Un vero e proprio ordigno demografico. Per disinnescarlo , i governi africani devono moltiplicare gli sforzi nella diffusione di politiche di popolazione. Basti pensare che in paesi come Messico, Korea del Sud e Bangladesh, il 60% delle donne in età fertile usa forme di contraccettivi. Nell’Africa sub – sahariana il dato è sotto il 20%.

Il compito è arduo in alcuni Stati come l’Uganda dove il governo addirittura scoraggia ogni forma di contraccezione o politica di contenimento delle nascite.

Il più grande problema è il tessuto sociale ostile ad ogni forma di controllo sulla procreazione. Per questo i governi dovrebbero fare di più.

Di soldi non ce ne vorrebbero molti. I costi stimati dal Guttmacher Institute, un istituto di ricerca americano, per dotare l’ Africa di un moderno sistema di contraccezione si aggirano intorno a un miliardo e mezzo di dollari all’anno per coprire le donne tra i 15 e i 49 anni di età.

Comunque sia non possiamo dire che il Continente Nero non sia seduto su un BOOM demografico.

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Foto credit by originis.myblog.it

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox