Unione Euroscettica alla conquista dell’ Europa

Per una volta i leader dell’Europa unita sembrano essere d’accordo: l’ Unione Europea deve cambiare e in fretta. Dopo le elezioni del 22 / 25 maggio scorsi, dove l’UE ha potuto ammirare la forte crescita dei partiti radicali sia di destra che di sinistra, l’ Unione Europea deve fare di più per promuovere crescita e occupazione e diventare più vicina e rilevante per i cittadini.

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Questo è il messaggio rilasciato da Francois Hollande, presidente francese e David Cameron, primo ministro inglese entrambi umiliati dopo che i loro partiti sono precipitati al terzo posto sorpassati dai partiti euroscettici di destra.

In Germania, Angela Merkel conferma il suo talento per vincere le elezioni attestandosi al 35,5 %, ma Alternative for Germany di Bernd Lucke prende il 7% e spedisce 7 deputati al Parlamento Europeo e addirittura il nuovo partito nazista 1 deputato anche se hanno preso meno del 1 % dei voti.

Alternative for Germany come ripete il suo leader non è un partito euroscettico, una tendenza ancora tabù per la locomotiva tedesca, anche se i cardini del loro programma propendono per una UE  pacifica di stati sovrani, con Bruxelles a supervisionare il principio di sussidiarietà, ma totalmente indipendenti nel governare i propri affari domestici senza nessun tipo di condivisione men che meno del debito.

Il grande sisma elettorale è avvenuto in Francia dove la grande vincitrice è stata Marine Le Pen con il suo Front Nazional (FN) ormai titolare del 25% circa dell’elettorato transalpino con punte del 36 % nelle regioni del nord – ovest.

L’Union pour un Mouvement Populaire di Francois Copé (centro – destra) ha conquistato un “modesto” 21 % mentre la medaglia di bronzo viene consegnata ai socialisti di Francois Hollande con un misero 14%.

La campagna elettorale della formazione dell’estrema destra francese è stata incentrata sulle tematiche nazionaliste, euroscettiche e anti – immigrazione contornata con il sentimento di una crociata contro l’elite politica dirigente transalpina.

Il Front Nazional scardina la retorica che lo vedeva associato ad un elettorato vecchio e nostalgico abbracciando il voto degli under 35 depositari ormai della larga maggioranza dei votanti del FN.

In Gran Bretagna, United Kingdom Independence Party (UKIP) di Nigel Farage sbaraglia gli avversari conquistando il 27,5 % dei voti. Un terremoto attuato da questo partito di chiara tendenza conservatrice, depositario dell’orgoglio britannico. Farange sostiene che le persone dell’UKIP sono più socialmente conservatrici della media e disilluse dall’elite politica che la considerano corrotta e lontana.

In Grecia, i partiti anti – salvataggio dell’UE conquistano il 39, 1 % con Syriza, il partito della sinistra ellenica guidato da Alexis Tsipras salito al primo posto battendo il Nuovo partito democratico del premier Antonis Samaras.

La retorica anti – tedesca e la minaccia di strappare gli accordi sul salvataggio greco e la coda dell’austerità hanno permesso l’affermazione di Syriza. Nell’altro lato dello schieramento la neo – nazista Alba Dorata conquista il 10 % nonostante la maggior parte dei loro leaders siano stati imprigionati con l’accusa di essere a capo di un’organizzazione criminale.

In Spagna, il partito degli Indignados, Podemos, conquista un buon 8 % confermandosi la sola formazione euroscettica del paese a portare deputati a Bruxelles. Il suo telegenico leader trentacinquenne Pablo Iglesias promette battaglia alle elezioni generali iberiche previste fra 20 mesi.

In Italia, mentre l’onda anti – europea si espande, il Partito Democratico di Matteo Renzi dilaga sovrastando il movimento euroscettico di Beppe Grillo (M5S) che conserva comunque una buonissima fetta dell’elettorato con il suo 20%. Il PD prende il 41% dei voti, una percentuale registrata una sola volta nel 1958 dalla Democrazia Cristiana.

Nei Paesi Bassi il partito di Geert Wilders Freedom Party ha perso supporto tra i cittadini olandesi e il suo forte sentimento anti – immigrati ha permesso un modesto 13,2 %.

Le elezioni europee dei paesi nordici hanno visto il trionfo del Danish People’s Party (DPP) in Danimarca dove il giovane capo lista Morten Messerschmidt conquista 465.758 voti diventando il politico danese più votato della storia. La retorica anti – ammigrazione e anti – austerità anche nella penisola dello Jutland sono principi cardine della campagna elettorale del DPP.

In Finlandia l’euroscettico Finns Party, anche se duplica i suoi seggi, va sotto le aspettative con il suo 13%. I vicini del partito democratico euroscettico svedese conquistano il loro primo seggio a Bruxelles. Debuttano anche i deputati della Feminist Initiative, una lobby anti – razzista svedese.

La grande formazione euroscettica uscita dalle elezioni europee 2014 appare forte nei numeri, ma molto frammentata. Difficile far convivere all’ombra dell’euroscetticismo movimenti populisti di estrema destra come Alba Dorata e partiti euroscettici nordici con il M5S italiano o l’Alternativa per la Germania. Anche Tsipras e Le Pen sono come il diavolo e l’acqua santa.

E’ proprio il caso di dire che questi pariti dovranno essere insieme nella disunione. Convivere con il sentimento di ognun per se e l’euroscetticismo per tutti.

Per creare un gruppo europarlamentare servono almeno 25 deputati di sette Paesi diversi. Il Rebus è cominciato.

Fra un paio di settimane dovrebbe essere risolto e le vedremo delle belle.

Nella foto Marine Le Pen – Credit by www.ereticamente.net

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox