STOP CETA e TTIP. Germania, ti Ascolto ma Non ti Sento

Il 17 settembre scorso, 100 mila manifestanti hanno organizzato marce di protesta a Berlino, Amburgo, Lipsia, Monaco, Colonia, Francoforte e Stoccarda al grido di “STOP CETA e TTIP.

I due trattati per il libero commercio, il primo con il Canada e il secondo con gli Stati Uniti, sono in corso di negoziazione.

L’onda di protezionismo tedesco a difesa del continente europeo ha collezionato il primo record con la petizione del mese scorso dove 125 mila cittadini hanno firmato contro il partenariato con il Canada che probabilmente produrrà la firma finale nell’ormai prossimo mese di ottobre.

Trenta organizzazioni della sinistra teutonica, da associazioni ambientali a sindacati dei lavoratori hanno risposto all’appello per la marcia e secondo gli osservatori di Bruxelles, sempre attenti alle proteste, i tedeschi sono per il 49% favorevoli a stringere alleanze con i due Stati d’oltreoceano, contro il 61% della media UE. Sono insomma i più contrari agli accordi per il libero commercio.

L’estremo neoliberismo, il lassismo nei parametri di certificazione dei prodotti e la anti – tutela nei confronti dei lavoratori sono all’origine del rifiuto alla firma dei trattati. La Germania inoltre è il maggior paese esportatore dell’Unione Europea e un eventuale accordo di libero scambio penalizzerebbe e non poco il suo primato.

Nonostante il proprio tornaconto questa volta la voce tedesca è solidale e protezionistica nei confronti del continente europeo. Dovremmo stingerla tutti anche perchè il pericolo sembra essere evidente. Gli altri paesi sembrano però non accorgersene e fanno l’orecchio da “tedesco”: “Ti ascolto ma non ti sento”.

(Visited 26 times, 1 visits today)

Autore dell'articolo: Gianlu Pox