Le Nazioni Europee a favore della Libera Circolazione (di Rubli e navi da guerra)

La scorsa settimana la Spagna ha firmato la dichiarazione dell’UE sui crimini di guerra russi ad Aleppo.

portaerei Admiral Kuznetsov
La portaerei Admiral Kuznetsov

Intanto, parte della flotta militare russa, guidata dalla portaerei Admiral Kuznetsov, è in territorio spagnolo. Attraccate al porto di Ceuta, sulla punta della costa settentrionale dell’Africa, fra lo stretto di Gibilterra e la Spagna continentale, le navi da guerra russe imbarcano carburante, acqua e viveri.
Il Marocco da tempo vorrebbe rivendicare la sovranità di Ceuta, ma a tutti gli effetti trattasi di suolo spagnolo. Lo status Nato del territorio di Ceuta non è chiaro, e dal 2011 almeno 60 navi da guerra russe hanno attraccato lì.

 

Gli spagnoli, dopo aver firmato le dichiarazioni della scorsa settimana accusando i russi di crimini di guerra in Siria, e appoggiato la “liberazione della Siria” nel corso di una conferenza a Parigi martedì, sono stati accusati di ipocrisia, vista la loro tolleranza nel far rifornire le navi russe nei loro porti.
Finora le critiche a questo piano di rifornimenti sono arrivate, soprattutto, da parte del Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, e dall’ammiraglio West, ex comandante della marina del Regno Unito (ora parlamentare europeo, laburista).

Il ministero degli Esteri spagnolo ha dichiarato che sta rivedendo il permesso rilasciato alla flottiglia russa. Un portavoce ha detto: “Gli ultimi attracchi richiesti sono in questo momento in fase di revisione, sulla base delle informazioni che stiamo ricevendo da parte dei nostri alleati e dalle autorità russe.” Lo stesso ministero sa perfettamente che le navi che stanno rifornendo andranno a intensificare gli attacchi contro i ribelli in Siria, appoggiando il criminale Assad.

Martedì scorso, Jens Stoltenberg, Segretario Generale della NATO dal 1º ottobre 2014, ha detto: “Siamo preoccupati che quel gruppo di navi da battaglia possa essere usato per aumentare gli attacchi aerei contro i civili ad Aleppo. Sta alle singole nazioni accordare i permessi di attracco e rifornimento a tali navi nei porti lungo il percorso verso il Mediterraneo orientale”.

Il portavoce del ministero degli Esteri spagnolo ha sottolineato che i permessi ad attraccare saranno accordati caso per caso, tenendo conto dei rischi per l’ambiente e delle caratteristiche di nave, popolazione locale e porto stesso.

Ceuta Melilla
Il territorio in cui si trova Ceuta.

Naturalmente, però, le flotte navali, anche quelle da guerra, contribuiscono all’indotto dei territori usati per i rifornimenti, con profitti quindi anche per gli stati sovrani. Dall’invasione della Crimea, la flotta russa ha fatto rifornimento a Ceuta 25 volte, ma anche Malta viene spesso utilizzata per scali logistici.

La Nato sta monitorando il movimento di un gruppo di portaerei russe in rotta verso il Mediterraneo orientale, dove i funzionari temono che la flotta russa invierà cacciabombardieri per colpire la regione nord-occidentale della Siria all’inizio di novembre.
La scorsa settimana, i vascelli della marina britannica hanno continuato a tracciare queste navi da guerra russe mentre si muovevano attraverso le colonne d’Ercole.

Pare che, dopo le numerose pressioni ricevute, oggi l’ambasciatore russo a Madrid abbia ritirato la richiesta di permesso per l’attracco di queste navi da guerra a Ceuta. Poco cambia: verranno utilizzati altri porti del mediterraneo, forse addirittura nell’isola di Malta.

In un’Europa che costruisce barricate, sempre più nazioni sono per la libera circolazione dei rubli.

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Autore dell'articolo: Andrea Gozzi