Senza vincolo di mandato e senza onore

Quello che andato oggi in scena in Parlamento è l’ultimo atto di una pantomima in stile “Cosa nostra” che doveva prima o poi finire. L’appellativo di traditori, rifilato ieri dal Presidente del Consiglio agli Onorevoli membri del potere legislativo, ha riecheggiato in tutti i quotidiani nazionali con i titoli più svariati. “Voglio guardare in faccia i traditori” ha tuonato l’uomo d’onore Berlusconi, perchè di questo si tratta ovvero di gergo mafioso.

La più alta espressione del potere esecutivo della settima potenza mondiale pronuncia tale frase conscio che in questa Italia, che lui ha creato, niente è più scandaloso. La deriva morale, legale e culturale è ormai dentro ogni mente che tutto è concesso. Nessun giornalista (se li possiamo considerare così) si è soffermato sulla gravità di queste parole. Neanche il Capo dello Stato, ormai abituato a queste aberranti e logoranti uscite della Coppola politica, si è prontamente posto a garante della Costituzione. In un Parlamento che per anni è stato una protesi del basso ventre del settantacinquenne di Arcore, nessuno si è domandato niente. Tutto tace.

Intanto, l’ispettori della BCE e del FMI stanno preparando le valige per venire a Roma, in un paese ormai commissariato. Tanto siamo stati senza idee e senza governo che addirittura le istituzioni internazionali ci vengono a soccorrere. Forse sarà richiesto anche l’intervento della Banca Mondiale, come per la Repubblica Democratica del Congo o la Costa d’Avorio.

L’idiozia non sta nel fatto che il Presidente del Consiglio parla come un boss della Mafia, ma sta nel fatto che nessuno gli dice niente. Nemmeno chi la Costituzione la dovrebbe conoscere bene. Come ad esempio l’inquilino del colle più alto di Roma. Se le stesse parole fossero state pronunciate dal Capo dello Stato, lo stesso sarebbe “incappato” in una delle uniche accuse che gli potrebbero essere rivolte ovvero l’accusa di attentato alla Costituzione (art. 90 della Cotituzione italiana).

Oggi più che mai doveva essere mossa questa accusa al Presidente del Consiglio sotto l’art. 283 del codice penale. Attentato alla Costituzione. Secondo me a tutti i parlamentari della legislatura dal 2001 al 2006 dovrebbe essere mossa questa accusa. Con il Porcellum (la legge elettorale) hanno sottoposto i parlamentari alla mercé del Padrino di turno. Un branco di nominati dall’alto come avveniva nell’Ancien Régime francese, prima che Robespierre salvasse la Rivoluzione con il Terrore.

Tale architettura elettorale ha permesso che la Costituzione fosse esautorata nella sua funzione di guida e di legge fondamentale. Il senso dello Stato calpestato in lungo e in largo. Creato una democrazia senza onore. Questa legge elettorale figlia di tale classe politica insana e malsana ha potuto permettere tale frasario a questo Presidente del Consiglio. Nessun Padrino fino a poco tempo fa ha provato a infrangere il muro dell’onore. Quel muro che ha separato la Democrazia dal Parlamento. L’essere nominato risponde sempre al padrone e, quando questi comanda, lui deve obbedire e quando non lo fa, vale a dire che lo tradisce, è un traditore. Tradisce l’onore del Padrino.

L’espressione democratica sciolta nell’acido in questi lunghi anni spero risorga. Confiderei in un Robespierre, ma suonerebbe troppo sovversivo. Nel Referendum…mah! Basterebbe l’attuazione della Costituzione. Tutto quello che ci serve è li dentro. La vera Bibbia democratica passa non nei salmi dei Padrini, ma attraverso l’articolo che dovrebbe essere nell’anima di ogni dipendente pubblico del Parlamento, l’Articolo 67 che recita:

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Invece di comprare Btp o Bond della nostra amata Repubblica, paghiamo un bel tatuatore e finalmente marchiamo i nostri dipendenti Onorevoli nelle chiappe con questa bella dicitura costituzionale. Così ogni volta che si spogliano o davanti a dei trans o delle belle fighette imbastite per l’occasione, lo faranno in nome della nazione. Così anche in Parlamento voteranno in nome della Nazione invece che in nome del pronto pisello pieno di vasellina del Padrino di turno.
Certe volte Santità, ci vorrebbe proprio il comunismo

(Visited 38 times, 1 visits today)

Autore dell'articolo: Gianlu Pox

  • Giacomo Maltinti

    Questo tuo articolo è senz’altro vero ma ricorda che già nella Prima Repubblica (a proposito si è rifatto vivo Cirino Pomicino) c’era la cattiva usanza dei partiti di chiedere il giorno dell’elezioni un foglio di dimissioni già firmato con la data in bianco nel caso qualcuno uscisse dai dettami del partito.

    Per quanto riguarda le critiche a Napolitano concordo ma se fossi stato in lui avrei già sfiduciato Berlusconi; come? Dicendogli, nel giorno del voto a favore del suo governo di scilipoti (il minuscolo NON è una dimenticanza): “Lei ha parlato di ribaltone come di un qualcosa di antidemocratico per una decina d’anni, lamentandosi giustamente. Giustamente perchè il governo D’Alema andò avanti con i voti di eletti nelle fila del centrodestra; lei si lamentò e chiese l’intervento del capo dello Stato. Bene, lei sta facendop la stessa cosa andando avanti con i voti di politici eletti nelle fila del centrosinistra: il governo non è più solo quello scelto dagli elettori e quindi io sciolgo le camere”, tutto a norma di Costituzione!

    Giacomo