Fare amici e Risolvere problemi

Un nuovo ruolo per Berlino nell’est Europa: fare amici e  risolvere problemi. I vicini dell’est della Germania hanno una lunga memoria e una miccia corta.

Sono preoccupati di tutto, dal revancismo agli accordi fatti sopra le loro teste con la Russia. Ma il vecchio cocktail di colpevolezza (per la guerra) e gratitudine (per il ruolo sovietico nell’unificazione tedesca) sta perdendo colpi. La Germania di oggi è molto più scettica nei confronti della Russia e più rivolta ad avere buoni rapporti di vicinato con i paesi dell’Europa centrale.

Una ragione è il business. La Repubblica Ceca compra più dalla Germania che dalla Russia. Aggiungete Polonia, Slovacchia e Ungheria e il conto dell’Europa centrale diventa un decimo del commercio estero della Germania.

L’export tedesco nel primo semestre del 2010 è di 41 miliardi di euro verso i paesi vicini e solo di 11 miliardi verso la Russia. L’import di 40 miliardi contro i 15 dalla Russia (inclusa la fornitura di energia).

E’ ovvio che la diplomazia è cambiata dai tempi di Gerard Schoeder e Helmut Khol dove la tela era tessuta in direzione di Mosca. Sotto Angela Merkel le relazioni sono ancora cordiali, ma la Polonia è diventata molto importante, dando un calcio alla storia.

Questo mese, i ministri degli esteri polacco e tedesco, Radek Sikorski e Guido Westerwelle, si sono recati a Minsk per parlare al regime autocratico della Bielorussia, alla vigilia delle libere elezioni che si terranno il 19 dicembre e che potrebbero portare grandi benefici per la regione. Il “peso morale” polacco incontra i muscoli tedeschi in questo gioco diplomatico, spiega Eugeniusz Smolar, un analista di politica estera polacco. “La Germania senza la Polonia non avrebbe credibilità. La Polonia senza la Germania non avrebbe influenza”.

Ma Berlino dialoga privatamente con la Russia e qualche volta (come di recente al summit di Deauville) con la Francia. Questo potrebbe far drizzare il pelo al “vicinato” alleato.

I tedeschi argomentano che il loro approccio è pragmatico. Ogni questione viene presa seriamente. Come il caso della Transnistria regione povera del più povero dei paesi dell’Europa, la Moldavia. Tale regione è occupata militarmente dai russi da quando appoggiarono i separatisti nel 1992, hanno dell’indipendenza della Moldova (ex Repubblica sovietica).

Al contrario del Caucaso nessuna azione militare rilevante è stata commessa, nessuno è rimasto ucciso ed entrambi i paesi parlano e commerciano tra loro. Ma Mosca obietta che i militari sono lì per proteggere la popolazione slava della regione, non solo dalla maggioranza di lingua rumena ma anche dalla Romania, a cui la Moldova una volta apparteneva.

Ogni lembo d’Europa è importante per aggiudicarsi la sfida.

Appunto -L’occupazione militare della Trasnistria pone la regione al di fuori della giurisdizione moldava in quanto viene meno il principio di effettività di esercitare il potere di giurisdizione. Una situazione paradossale che si protrae da 18 anni a cui sono seguite crisi, ma mai di una certa gravità. Riassumendo, formalmente il territorio appartiene alla Moldavia ma sostanzialmente no, perché occupato militarmente dalla Russia.

La pressione della Germania ha già prodotto dei risultati. Le ferrovie sono state riaperte. Il prossimo step saranno i telefoni. La Romania ha trattato la Moldavia come una sua provincia, quasi fissando dei confini amministrativi e non una frontiera tra i due stati. Tendendo la carota dell’entrata dei rumeni nella Schengen passport – free travel zone, Berlino ha convinto Bucarest ad approvare un accordo sull’installazione di posti di frontiera. Tale accordo potrebbe disperdere lo spauracchio separatista.

Alcuni falchi dicono che queste mosse sono per avvicinare la Russia ad una possibile alleanza, in vista della creazione di un corpo europeo di sicurezza collettiva. Ma la maggioranza delle forze in campo è contenta di non vedere progressi su questa linea.

La Germania è a lavoro anche per risolvere il problema tra Macedonia  e Grecia, i quali rivendicano entrambi il patrimonio Ellenico.
Anche se la longa manus spetta agli Stati Uniti su questa vicenda resta il fatto che la Germania con la sua “tranquilla” diplomazia potrebbe essere un araldo di una nuova era della politica Europea.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox