Insalata Greca con Wurstel a fondo perduto

Ieri ad Atene, un abbraccio  commovente tra il premier greco Samaras e il Presidente del Parlamento Europeo Jean – Claude Juncker ha chiuso l’incontro tra i due leader. Dal 2007 ad oggi la Grecia ha perso il 27% del suo PIL. Una catastrofe che solo una guerra può determinare. L’abbraccio, di riflesso, ha il sapore di un armistizio.

Lo strazio del popolo greco è tutto udibile sulle labbra dei vari politici tedeschi che, quasi a cadenza quotidiana, sparano cattiverie e minacce una dopo l’altra contro i cittadini e il Governo della penisola ellenica. L’umiliazione invece è nell’affermazione riportata da tutti i quotidiani odierni del Premier greco: ” I tedeschi riavranno i loro soldi”.
Ormai si tratta sempre più di trovare un accordo tra Berlino e Atene sulla scadenza temporale della trance di finanziamento di 11,5 miliardi di euro per evitare ancora una volta il ritorno della Dracma, la storica moneta greca. I tedeschi vogliono vedere i conti e i numeri altrimenti niente soldi. Niente aiuti a fondo perduto.
Ma nessuno sembra capire che lo spauracchio del ritorno della moneta nazionale affossa sempre di più l’idea di una possibile redezione e resurrezione greca. Nessuno investirebbe comprando un immobile statale in Euro per poi ritrovarsi a venderlo in Dracme. E’ un circolo vizioso. Intimorire in questo caso è sinonimo di screditare con conseguenze economiche devastanti. Le agenzie di rating vedono uno spiraglio d’uscita dalla crisi per la Grecia soltanto a fine 2016. Seppur lontana è una data troppo ottimistica e se anche fosse così c’è da aspettarsi uno scenario da Ken Il Guerriero.

Un altro aspetto è preoccupante. L’evasione dell’attività commerciali della Grecia turistica isolana e costiera è giunta oltre il 50% dell’introiti spettanti allo Stato. Il 54% dei flussi viene evaso. Uno Stato “fraudolento” alla deriva di legittimità democratica non sembra meritare neanche un euro. Tale comportamento sancisce la mancanza di solidarietà interna oltre che internazionale. Seppur più di 1200 suicidi hanno avuto luogo nella penisola ellenica per colpa della crisi ( 3 al giorno in media ), il greco più benestante sembra non essere consapevole della gravità dell’attuale situazione e ancora lontano dal prestare aiuto al greco più povero.

La percezione è che qualsiasi euro che lo Stato percepisce viene dirottato all’estero per pagare il debito e gli interessi e che quindi niente sia destinato alla spesa pubblica per la Grecia e per i Greci. La conseguenza è abbbastanza ovvia. I soldi verranno racimolati con tagli e risparmi sulla spesa corrente visto che di entrate lo Stato greco ne vedrà veramente poche da qui al 2016.

Per adesso in Grecia l’unica cosa che si sta salvando dalla crisi è la famosissima insalata greca. Probabilmente anch’essa sarà messa sul piatto della bilancia commerciale dei pagamenti sotto forma di aiuto. La proposta: Wurstel a fondo perduto. Magari con gli 8 miliardi di surplus di entrate da parte di Berlino, registrato nei primi sei mesi del 2012.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox