Il Regno Unito, Brexit e il Sogno della Primavera Europea

Il prossimo 23 giugno, i cittadini del Regno Unito saranno chiamati alle urne per decidere, tramite un referendum, se restare o lasciare l’Unione Europea. Un voto storico che avrà delle conseguenze incontrollabili in caso di un’uscita di Londra dall’UE.

“La lezione della storia ha visto l’isolazionismo britannico spesso associato con la disintegrazione del continente” così si è espresso Niall Ferguson, celebre autore britannico di saggi di politica internazionale quando è stato intervistato sull’argomento. Insieme a lui altri 300 accademici hanno sottolineato il “ruolo non rimpiazzabile” del Regno Unito in Europa.

Parliamo di Europa perchè i termini in questo scontro fanno la differenza. Dire Europa o Unione Europea, cambia tutto il significato. Lo slogan semi – officiale dei cosiddetti Brexiteers, sostenitori dell’ OUT from UE, gioca molto sulla questione dei termini: Amare l’Europa, Odiare l’Unione Europea.

“I Love Europe”, Boris Johnson, conservatore ed ex sindaco di Londra è convinto che si può amare l’Europa anche se si è tifosi della Brexit, dell’uscita cioè della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Per dimostrare questo sentimento ha cantato l’Inno alla Gioia in lingua tedesca alla folla di suoi supporters.

Anche Micheal Gove, segretario alla Giustizia e anche lui acceso anti – UE, sostiene che votare per l’uscita dei britannici dall’istituzione continentale è un atteggiamento pro – europeo. Se prevalesse il 23 giugno la volontà di lasciare l’Unione Europea probabilmente, sempre secondo Gove, si vedrebbe un “effetto domino” e “la democratica liberazione di un intero continente”.

“Il sogno di una Primavera Europea ha l’utopica premessa che le oscure forse del nazionalismo, della frammentazione e della demagogia, si dissiperanno semplicemente nel pandemonio del collasso dell’Unione Europea” – parola di Micheal Gove. Amen! Verrebbe da dire!

Il sito web ufficiale della campagna Vote Leave in più punti distrugge l’Unione Europea: dai soldi che da Londra vanno verso Bruxelles invece di provvedere al servizio sanitario nazionale, alla libera circolazione che porta 250 mila immigrati UE ogni mese insieme a potenziali terroristi infiltrati tra i profughi e molto altro. Il programma è un tripudio di positività dell’essere britannico e negatività verso l’Unione Europea, We love Europe, the Problem is the EU.

Nigel Farange, il leader degli indipendentisti dell’UKIP risalirà il Tamigi fino al Parlamento di Westmister con una flotta di pescherecci per denunciare i 100 mila posti di lavoro persi a causa dell’Unione Europea e  il mercato comune.

L’opinione pubblica britannica crede molto nei numeri e sulla loro precisione e oggettività. Pertanto, oltre alle cifre su profughi, immigrati e posti di lavoro persi dovrebbero conoscere un articolo infernale per chi vuole recedere dai trattati sull’Unione Europea: il numero 50.

Il presupposto, confermato anche dal primo ministro David Cameron, è che l’eventualità di una Brexit detonerebbe l’applicazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona.

Questa disposizione permette che l’UE possa negoziare un nuovo accordo con il paese richiedente il recesso dagli accordi entro il termine dei due anni.

Fino a qui tutto bene per i britannici. L’articolo però specifica che quando l’UE agisce con un nuovo accordo dopo la rescissione, lo fa unilateralmente.

In parole più semplici e “familiari” è come se un uomo o una donna richiedessero il divorzio e i termini dell’accordo fossero decisi unilateralmente dalla parte che lo subisse. Questo è l’incentivo per i paesi membri a non attuare una rescissione. E’ inoltre un modo di non agire con generosità qualora di verificasse il desiderio di distaccamento.

L’Unione Europea crea avvertimenti per tutti quei movimenti populisti che vorrebbero attuare una Primavera Europea contro l’istituzione continentale.

Amare l’Europa, Odiare l’Unione Europea potrebbero essere dei sentimenti appropriati nella sola speranza che in caso di una Brexit, l’UE non agisca con Amiamo i Britannici, Odiamo il loro governo perchè sarebbero cavoli amari…

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox