Il Futuro Europeo dell’Ucraina in mano all’Olanda

Non siamo ai campionati europei di calcio. Ucraina e Olanda si scontrano in un terreno minato chiamato referendum sul futuro europeo di Kiev. Il 6 aprile gli olandesi si pronunceranno sul Trattato di Associazione e Stabilizzazione, primo passo per diventare uno Stato membro, già firmato dal governo ucraino e già ratificato da 27 paesi dell’Unione Europea. Ma non basta. L’UE deve essere d’accordo all’unanimità, devono essere d’accordo anche i Paesi Bassi.

Il destino di un paese che ha guidato una rivoluzione, avvelenato le relazioni con il gigante patriarca russo, perso parti del territorio e causato una guerra con i separatisti filo – russi per un trattato di associazione con l’Unione Europea, è appeso al voto popolare di uno Stato membro.

Lo scorso luglio, GeenPeil, un social network euroscettico in pochi giorni ha collezionato 470 mila firme online, molto di più delle 300 mila necessarie per indire il referendum. Il tema era caldo e il bisogno dei cittadini olandesi di rappresentanza ha generato questo mix esplosivo mettendo di fronte due paesi molto diversi e distanti dove l’uno sarà il carnefice o il salvatore dell’altro.

Siamo ad un triste epilogo perchè probabilmente vinceranno i NO all’associazione con l’Ucraina ditruggendone i sogni di un futuro europeo. Frank Van Dalen, un consigliere politico di GeenPeil, ammette che c’è molta sfiducia, ma “almeno per una volta i cittadini avranno il controllo”. E’ vero, decideranno in maniera reale su un importante trattato internazionale con un prezzo altissimo.

L’Ucraina, per i fautori del NO, è vista come uno Stato in guerra, corrotto, quasi fallito e i loro cittadini come manodopera a basso costo che si riverserà in massa verso i Paesi Bassi per rubare il lavoro agli olandesi.

L’opposizione all’ingresso fa leva anche su un’altra questione che ha segnato gli animi. Nel 2014, 193 passeggeri olandesi perirono nello scoppio del volo MH17 sopra la regione Ucraina del Donbass dove erano in corso gli scontri tra esercito e separatisti filo – russi. La colpa ricadde sui separatisti appoggiati da Mosca, ma le teorie cospirative sulla causa dell’incidente si sprecano soffiando sul fuoco della propaganda per il NO.

I popoli sono guidati dalle emozioni quando votano per i referendum. Pensare alla violenza che il popolo ucraino ha dovuto subire per sognare un futuro europeo varrebbe la pena di premiarlo. Riconsegnare l’Ucraina a Putin e alla Russia sarebbe davvero una beffa e un triste capitolo della breve storia dell’Unione Europea.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox