Il Fascismo ebbe paura di Tempesta. Il Delitto Matteotti

30 MAGGIO 1924 -Tempesta, così era soprannominato Giacomo Matteotti per il suo carattere battagliero e intransigente denunciò alla camera dei deputati i brogli elettorali fatti con intimidazioni e violenze dalla squadre fasciste nelle ultime elezioni del 6 aprile 1924.

Membro del Partito Socialista Unitario, anti fascista e anti – militarista, Matteotti ha provato ad opporsi al fascismo di fronte al parlamento in maniera democratica, ma gli fu permesso solo una volta perché quando fu calendarizzato un altro suo intervento in cui avrebbe svelato un caso di corruzione dove era invischiato il fratello del Duce, una squadra fascista, il 10 giugno 1924, lo sequestrò e lo uccise facendone ritrovare il suo corpo due mesi dopo. 
giacomo_matteotti GEOPOLITIQUI

Con il sacrificio di Giacomo Matteotti viene svelato il volto del fascismo che tutti già conoscevano, violento, anti democratico e impunito. Il delitto ebbe un grande valore simbolico per le opposizioni e Mussolini accelerò la sua stretta autoritaria e repressiva del regime.

Il fascista Dumini accusato dell’omicidio, nel 1933 spedì una lettera ad alcuni legali americani da rendere pubblica nel caso di un suo assassinio. Nelle carte vi era scritto che Matteotti fu ucciso sotto comandamento dei gerarchi del regime perché nel suo discorso previsto per l’11 giugno probabilmente avrebbe rivelato il pagamento delle tangenti della compagnia petrolifera Sinclair Oil al fratello di Mussolini, Arnaldo, ed altri dirigenti del partito. La Sinclair Oil aveva da poco firmato un contratto con il Regno d’Italia sullo sfruttamento e la ricerca del petrolio in Emilia Romagna e Sicilia.

Il caso, se fosse stato portato a conoscenza, avrebbe sicuramente costituito una tempesta che doveva essere a tutti costi evitata anche a costo di uccidere il cocciuto deputato, Giacomo Matteotti.
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Autore dell'articolo: Gianlu Pox