Il Disastro della Lira Turca e il Prossimo Bersaglio Italia

Per chi ha oro o valuta estera sotto il cuscino, è giunto il momento di tirarlo fuori e convertirlo”

Recep Erdogan, Presidente della Turchia

Erdogan non ci insegna nulla a noi italiani infatti, l’Oro alla Patria fu una manifestazione a carattere nazionale organizzata dal Regime fascista, avvenuta il 18 dicembre 1935, durante la quale gli italiani furono chiamati a donare oro alla Patria in risposta alle sanzioni per l’aggressione all’Etiopia.

Per salvare capre e cavoli, lo “sperperatore seriale” presidente turco Erdogan le prova tutte annunciando quanto di più i regimi totalitari del Novecento hanno proposto per tenere i cittadini attaccati alla propria patria assediata, in modo presunto, dai nemici stranieri. Niente di più impietosamente falso con il risultato che anche questo contributo alle grandi imprese del Sultano cadrà nel pozzo senza fondo chiamato nuova Turchia.

AK, il partito di Giustizia e Libertà e il suo leader che governa questo baricentro mediorientale è il responsabile unico di questo massacro dovuto alle spese dei progetti tardo – ottomani sostenute da avvenenti contrabbandieri stranieri e da banche dalle firme facili. La morale arriva con il sigillo del mercato dove non importa se hai crescite cinesi contrapposte ad una esposizione debitoria privata e una inflazione incontrollata. Come Stato non sei credibile e con questo la tua valuta. Il nemico estero sobilla delle tue debolezze pronto a prenderti lo scalpo.

Questo è avvenuto anche se le banche europee hanno perso solo 15 miliardi, una cifra irrisoria che non mette in pericolo l’eurozona, ma suggella un cattivo presagio. Il presagio di agosto di un mercato fiacchissimo, germe fondante della quiete prima della tempesta.

E se in Turchia piove copiosamente, l’eventuale accelerazione del contagio di una panic-selling sui mercati vedrà grandinare letteralmente sull’epicentro di instabilità dell’eurozona, ovvero l’Italia.

In autunno, se sarà panico, reale o fomentato, qualcuno potrebbe pensare di scaricare prima che sia tardi almeno parte del nostro debito, percependoci come prossimo bersaglio della speculazione, stante anche la situazione politica.

Nessuno, dopo il 2012, vuole correre anche minimamente il rischio di restare con il cerino in mano.

Ma tranquilli, il governo pare pronto ad ogni emergenza: lo conferma la strategica decisione pre-ferie di riportare la dicitura “madre” e “padre” sui moduli per le carte d’identità…

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox