Compriamoci il debito Made in Italy

Il debito pubblico italiano ammonta al 16 luglio 2012 a 1.966,3 miliardi di euro. Una cifra quasi impronunciabile che si colloca in rapporto percentuale con il PIL al 126%. Tecnicamente il miglior prodotto che l’Italia produce si chiama debito pubblico. Nel mondo cosiddetto “sviluppato” solo il Giappone (220% circa) e la Grecia (163%circa) hanno un rapporto debito pubblico / PIL più alto della penisola italica e producano dunque più debito di noi.

La Grecia, è noto, è sull’orlo del collasso economico. Il Giappone, nonostante non cresca da circa 20 anni, ha una economia, un sistema bancario  e una finanza pubblica solida. L’Italia si trova esattamente tra i due con un sistema bancario essenzialmente da rinnovare, ma con un’esposizione finanziaria al rischio molto bassa e con una finanza statale, totalmente fuori controllo per decenni, che sta per trascinare tutto il paese nell’abisso del disastro economico.

Qual’è una delle differenze tra i tre che renderebbe così diverse le performance economiche dei singoli Paesi in oggetto?

L’intestatario del debito.

Il debito pubblico del Giappone appartiene ai giapponesi (e alle loro banche). Essere debitori dei propri cittadini è un vantaggio per ogni governo. Non c’è il rischio della speculazione estera e una volta sull’orlo del baratro puoi sempre mettersi d’accordo con i tuoi creditori in modo “ragionevole”. In più, i tuoi titoli viaggiano quasi esclusivamente sul mercato primario (ovvero vengono direttamente acquistati nelle aste pubbliche) quindi maggiormente controllabile.

La situazione greca è molto differente. La Grecia ha quasi tutto il suo debito pubblico in mano ad attori economici esteri – essenzialmente sono 30 banche ben identificate. La via d’uscita quando ci sono questi creditori alla porta diventa molto difficile. Ristrutturare, dilazionare o mettere in campo qualsiasi azione volta a ridurre il peso del debito è condizionata dal rilascio di garanzie – come è avvenuto d’altronde con l’intervento di salvataggio della Trojka (BCE, Commisione Europea e Fondo Monetario Internazionale) che ha imposto il suo diktat per ogni concessione di finanziamento. In poche parole, la Grecia è uno Stato a sovranità limitata per colpa sua, perchè ha finanziato e si è finanziata in modo non sostenibile. Per questo paga la cessione di pezzi di sovranità nazionale ogni volta che qualcuno viene in suo soccorso.

L’Italia per adesso sta scongiurando questa terribile fine. Il debito italiano è per il 47% circa,  in mano ad attori stranieri e per la restante parte in mano operatori economici nazionali. Alla fine degli anni Ottanta quasi tutto il debito pubblico dell’Italia era stato sottoscritto da italiani.

Le aste del 2012 hanno confermato una tendenziale rotta verso la risposta giapponese all’alto debito pubblico. Gli italiani si stanno ricomprando il proprio debito. Ad oggi quanto avrà successo questa operazione non è possibile dirlo.

Mario Monti sta girando come una trottola per rassicurare i mercati e per convincere Mario Draghi e il direttorio della BCE di agire sul mercato dei titoli dando attuazione agli Accordi di fine giugno.

Il tutto per scongiurare la richiesta d’aiuto che metterebbe l’Italia in una situazione molto scomoda e pericolosa. Per ricevere “aiuto” dovrà necessariamente cedere parte della sua sovranità sul bilancio statale.
Così facendo l’Italia si avvierebbe ad essere più Grecia che Giappone con conconseguenze che nessuno conosce.

L’auspicio migliore è che la BCE compri i titoli di Stato senza espressa dichiarazione di aiuto da parte italiana. In poche parole, l’augurio è che Francoforte dia semplicemente attuazione agli accordi di fine giugno così da intervenire sui mercati dei titoli di Stato direttamente e  solo ed esclusivamente per abbassare lo spread. In questo modo non vi sarà richiesta di garanzie allo Stato beneficiario “dell’aiuto ” perchè il meccanismo è automatico. Quando lo spread diventa un insostenibile minaccia la BCE interviene.

Appunti – Questo meccanismo cerca di distaccare la BCE da un atteggiamento da Bundesbank per avvicnarla ad una visione più vicina alla Banca d’Italia (versione Lira), che non chiedeva nessuna garanzia per comprare titoli di Stato nazionali . Erogava e stampava soldi a profusione senza apparente controllo. L’alto debito pubblico in parte è da attribuire anche a questa politica monetaria che potrebbe diventare molto pericolosa qualora venisse ripetuta dalla Banca Centrale Europea.

L’unico farmaco senza controindicazioni contro lo spread e contro la speculazione rimane l’acquisto di tutto il debito da parte degli italiani. Nessuna cessione di sovranità se non soltanto ai cittadini; nessuna pressione estera;

Un’unica garanzia gli sarà richiesta allo Stato italiano: l’erogazione dignitosa di servizi ai cittadini.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox

  • Nel mentre segnalo che il debito aggregato (quello totale, di tutti gli operatori pubblici e privati) italiano non è poi malaccio: tre volte il pil. Nel caso inglese NOVE VOLTE. Forse ci stiamo anche bevendo delle frottole: e chi definisce l’affidabilità delle varie economie nazionali lo sa bene.