Apple e UE. Un Morso da 13 miliardi

A Margrethe Vestager, il commissatrio alla concorrenza dell’ UE piace cucire a maglia elefanti nel suo tempo libero e una volta argomentò questo suo hobby dicendo: “Loro non portano rancore, ma si ricordano bene”. Per l’elefante Apple sarà difficile scordarsi lo scorso 30 agosto quando la signora Vestager ha ordinato al governo irlandese di procedere con il rientro di 13 miliardi di euro di tasse non pagate dal gigante hi tech americano.

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Nella foto Margrethe Vestager

Una somma record che costituisce l’intera spesa della sanità d’Irlanda. Per la Commissione europea il governo di Dublino ha fatto pagare una tassa sui profitti alle due società che distribuiscono il marchio nel Vecchio Continente con un’aliquota moooolto agevolata. Si parla di meno dell’1% scaturito da un accordo dubbioso tra la Apple e proprio il governo irlandese per accaparrarsi così l’astro nascente della tecnologia a stelle e strisce.

Questo genere di accordo, sempre per la Commissione UE, rappresenta un aiuto di Stato intento a turbare la concorrenza contravvenendo alle restrittive leggi comunitarie in materia.

Si parlava da anni di una multa, ma non di un salasso simile. Il ministro delle finanze dell’isola, Michael Noonan, difende l’operato dei suoi predecessori dichiarando che nel periodo in questione 1991 – 2007 il sistema irlandese ha funzionato bene. Dovrebbe essere felice, ma invece è preoccupato il titolare del tesoro di Dublino perchè una simile disposizione potrebbe intaccare il loro semi paradiso fiscale a tassazione unica del 12,5% ben costruito frodando la concorrenza continentale.

Probabilmente l’importo sarà rivisto nelle varie cause che verranno intentate, ma è nato all’interno dei paesi dell’OSCE un progetto denominato Base Erosion and Profit Shifting (BEPS) che conta 85 membri. Questo metodo di analisi, secondo gli istituti di ricerca americani, non è altro che un organo di tassazione sovranazionale con cui l’UE intende attaccare fiscalmente i 2.000 miliardi di profitti che le aziende statunitensi percepiscono all’estero.

I 13 miliardi di euro richiesti ad Apple potrebbero essere il primo grande morso che le autorità europee hanno dato all’impunità concorrenziale di cui hanno goduto le grandi corporation internazionali grazie alle agevolazioni fiscali.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox