Terremoto. Geopolitica di un Fenomeno Geologico

I terremoti non tengono conto delle frontiere. Sono cittadini apolidi per eccellenza del mondo. Dalla Grande Botta (The Big Bang), il Pianeta è stato ammorbato da questi eventi che hanno cambiato il corso della storia e disegnato i continenti e la sua geologia.

La geopolitica qualche volta ha visto cambiamenti per opera di un sisma e ha dato un grande contributo per il know how di una nazione. Pensiamo solamente al Giappone, da sempre il simbolo della convivenza di un popolo con la forza distruttrice della terra. Il recente terremoto del centro Italia ha colpito con una potenza di 6.5 della scala Richter, mentre il sisma tristemente famoso per la centrale di nucleare di Fukushima del 10 marzo 2011, ha registrato un valore di 9.0.

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Il danno prodotto dallo Tsunami (Grande Onda in giapponese) all’impianto per l’energia atomica dell’omonima cittadina del Sol Levante, ha fatto riflettere tutto il mondo sulla necessità di operare in estrema sicurezza, quando parliamo di fissione dell’atomo e fusione dell’uranio.

La Germania, dopo il disastro in estremo oriente, ha decretato il nuovo corso della Energiewende (svolta energetica in tedesco). Il cambiamento di rotta riguardo alla politica di approvvigionamento ha mutato le aspirazioni nucleari di Berlino ed entro il 2022 spegneranno l’ultimo reattore dei 9 attivi. In senso contrario vengono prese le decisioni dei paesi del Gruppo di Visegrad (V4), un consesso di paesi nato nel 1991 durante un vertice fra Ungheria, Polonia e l’allora Cecoslovacchia nella cittadella medioevale di Visegrad (Ungheria).

Questo forum intergovernativo concepito inizialmente come una struttura di mutuo sostegno per l’entrata nell’Unione Europea costituisce oggi un blocco Orientale dell’Atomo decisamente in controtendenza dopo Fukushima.

Spinti dall’ossessione dell’indipendenza energetica questi 4 paesi (nel frattempo la Cecoslovacchia si è divisa diventando Slovacchia e Repubblica Ceca) fanno della proliferazione nucleare un motivo di orgoglio nazionale per emanciparsi dal gas e dagli approvvigionamenti energetici russi.

L’esempio tedesco è emblematico di come un fenomeno geologico, tale come il terremoto abbia “svoltato” la geopolitica energetica di una parte del continente europeo.

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Un altro esempio viene evidenziato dalla volontà del governo italiano di far escludere dal Patto di Stabilità con l’UE, le spese dello Stato per le emergenze come il terremoto. Un territorio altamente sismico come quello della penisola italica necessità di un percorso di messa in sicurezza per i rischi geologici molto più costoso rispetto a paesi come la Polonia o la Francia dove non si registrano terremoti di alta intensità.

Il braccio di ferro con l’Unione Europea sul tema del rischio sismico rientra in quelle politiche di pressione che vengono sviluppate sulle autorità sovranazionali per aumentare il raggio d’azione delle politiche pubbliche di uno Stato. I migranti sono un altro solido esempio, ovviamente non geologico, di questo sistema. L’Italia dovrà convivere con questo fenomeno geologico e la geopolitica non può assolutamente ignorarlo.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox