La Battaglia per Mosul. La Futura Aleppo Americana

Il tragico destino della città siriana di Aleppo, con i suoi tormenti e le sue devastazioni provocate dai bombardamenti dell’esercito russo e siriano per stroncare la resistenza delle milizie anti – Assad, potrebbe essere replicato in un altro scenario più ad est, in Iraq. La tragedia cambierà gli attori, ma probabilmente non toccherà la drammaticità dell’opera.

L’imminente offensiva sulla seconda città irachena, Mosul, per terminare il regno del terrore Jihadista potrebbe nascondere pericolose insidie.

Il rinvigorito esercito iracheno non conosce sconfitte dal marzo 2015. Ha ripreso allo Stato islamico 17 città principali nelle province arabo sunnite di Anbar, Diyala e Saladdin. E’ quindi tutto pronto per la riconquista della quarta e ultima provincia, Nineveh, che circonda la città di Mosul, sulle sponde del fiume Tigri.

Il sentore degli ufficiali iracheni indica che al momento dell’attacco i circa 7.000 combattenti del Califfato batteranno in ritirata verso il territorio siriano proprio come fecero i lealisti di Saddam Hussein dopo l’invasione del 2003: “Il Califfato non rischia tutti questi combattenti per una battaglia che non potrà mai vincere”.

Effettivamente l’ISIS è retrocesso negli ultimi confronti con l’esercito dando un’aurea di sospetta superiorità ai soldati iracheni. L’idea di un passaggio sicuro verso la Siria piuttosto che un massacro nella trappola di Mosul potrebbe essere allettante. I jihadisti dovranno pensare bene però all’eventuale offerta considerando che passeranno attraverso la città di Tel Afar completamente in mano alle milizie sciite di Hashd al – Shaabi (Forze popolari di mobilitazione) non completamente al servizio del governo di Baghdad.

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I bombardamenti statunitensi hanno dato spesso un aiuto decisivo all’esercito nella riconquista dei territori caduti in mano al Califfo. L’incombenza delle elezioni americane ha fermato la marcia inarrestabile degli iracheni contro l’ISIS.

L’ostacolo al passo decisivo è praticamente Mosul. Una grande e popolata città che potrebbe essere davvero la Aleppo a stelle strisce.

Se i combattenti del Califfo non indietreggeranno potrebbe profilarsi uno scenario visto nella città di Khalidya, un conglomerato urbano di 30.000 persone della provincia di Anbar. Il confronto tra i 400 combattenti ISIS e circa 25.000 forze irachene ha prodotto un conflitto di circa due mesi che ha praticamente raso al suolo l’intera cittadina. Solo quattro edifici sono rimasti in piedi.

Se questa strenua resistenza si verificasse a Mosul, città che prima dell’avvento del Califfato comprendeva una popolazione di 2 milioni di abitanti, i numeri della catastrofe potrebbero essere quelli di Aleppo.

Le elezioni americane saranno decisive. Il numero dei soldati americani è quasi raddoppiato per l’appuntamento e oggi conta 5.000 unità. Chiunque diventerà Presidente dovrà confrontarsi con la battaglia per Mosul, la probabile futura Aleppo americana. Califfo permettendo.

 

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox