“Under the Dome” scuote la Cina

Un documentario online sferza il dibattito sull’inquinamento delle città della Cina. Per anni la nomenclatura comunista ha ammutolito tutte le voci del dissenso sospinta dalla riluttanza dei dirigenti delle SOES, le mostruose aziende di Stato dell’immensa nazione, di divulgare spettri che potessero adombrare la loro gloria.

Così è stato fino al 28 febbraio il giorno di uscita di Under the Dome una sottospecie di tributo alle particelle svolazzanti sopra le teste del miliardo e passa di sinici.

Il titolo evocativo scelto da Chai Jing, ex – giornalista della TV di stato cinese e produttore indipendente di questo documentario di 104 minuti, mette in luce le colpe della speculazione politica sulla salute dei cittadini.

Il film propone toccanti storie di bambini che non hanno mai visto le stelle o nuvole bianche e raramente il blu del cielo. Chai condivide la sua personale vicenda di padre di un figlio nato con un tumore benigno.

La giornalista cita le stime di un ex ministro che descrivono il dramma delle famiglie di oltre 500.000 cinesi morti prematuramente a causa dell’inquinamento dell’aria.

In pochi giorni Under the Dome ha collezionato più di 200 milioni di visualizzazioni. Tale seguito ha fatto breccia sul Ministro dell’Ambiente, Chen Jining, che lo ha paragonato al documentario cult del 1962 dell’americana Rachel Carson, Silent Hill, sugli effetti nocivi dei DDT.

Forse il vento sta cambiando nella classe dirigente cinese e potrebbe finalmente spazzare via le nubi e la tossica censura.

Foto – Credit by grist.org

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox