Hong Kong Indigenous e la Società Ferita

#FishballRevolution, l’hashtag che ha lanciato la rivolta per un quartiere popolare di Hong Kong, la megalopoli cinese di 8 milioni di abitanti, ha tenuto d’assedio l’intera giungla di edifici per circa dieci ore provocando il ferimento di 124 persone.

Tutto è nato dal tentativo delle autorità locali di chiudere i venditori ambulanti di fishball, una pietanza locale tipica del capodanno cinese. Tale violenza però, che non si vedeva dalle proteste contro la rivoluzione culturale di Mao degli anni Sessanta, ha lasciato di stucco i residenti della zona.

Nel dicembre del 2014, l’ Umbrella Revolution che ha portato migliaia di dimostranti nelle strade del Porto Profumato, traduzione dal cinese di Hong Kong, era finita con la fraternizzazione delle forze dell’ordine con i manifestanti nonostante le richieste pro – democratiche.

Hong Kong è una regione amministrativa speciale, tornata sotto sovranità cinese dopo 156 anni di dominio coloniale britannico. Dopo la prima guerra dell’Oppio del 1839, persa dalla Cina contro la Gran Bretagna, la città portuale passa nelle mani di Londra. Nel 1997, viene restituita a Pechino con un certo malessere sociale.

Le proteste dell’8 febbraio sono state guidate da un gruppo radicale chiamato Hong Kong Indigenous e le richieste nascoste dietro le rimostranze dei venditori illegali di fishball sono legate all’influenza cinese su tutte le scelte della regione speciale.

La società di Hong Kong sembra aver immedesimato in se stessa dei valori altamente democratici e le prossime elezioni legislative per il consiglio della regione assurgono un ruolo di spartiacque tra l’affrancamento o la sottomissione a Pechino.

La paura delle autorità cinesi è ben evidente anche nell’arresto di 5 librai di Hong Kong, tre dei quali mentre visitavano la madre patria Cina, uno in un resort in Thailandia e un altro nella stessa Hong Kong. Le malignità intorno all’arresto di queste persone dalla vita normale si sprecano, ma la più accreditata è che stessero per pubblicare un libro sul presidente Xi Jinping, una cosa impensabile in Cina.

Dietro #FishballRevolution risiede una società ferita e nauseata dall’influenza cinese. Hong Kong non è la Cina, ma qualcosa si muove.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox