Dio è Brasiliano. Ora però è in Vacanza perchè c’è Bolsonaro

“Dio è brasiliano” questo il titolo di un film popolare nel grande paese sudamericano. La bellezza del Brasile, le ricchezze naturali e la musica spesso fanno sembrare unico e divino questo paese di 160 milioni di abitanti.

Ma in questi giorni i brasiliani devono chiedersi se questo Dio è andato in vacanza. L’economia è un disastro. Le finanze pubbliche sono sotto sforzo e i politici sono percepiti come mele marce da gran parte della popolazione. Il crimine nelle strade è in ascesa. Sette città brasiliane figurano nelle venti del pianeta più violente.

Il primo turno delle elezioni nazionali che si svolgerà oggi, 7 ottobre, potrebbero far partire qualcosa di fresco. Probabilmente non sarà così. Il nuovo Messia brasiliano che promette la salvezza ma in pratica è una seria minaccia per tutta l’America latina ha un nome; si chiama Jair Bolsonaro.

Questo politico sette volte eletto nella circoscrizione di Rio de Janeiro e di diritto iscritto nella hit parade dei populisti del globo.

Basta citare alcune sue affermazioni per rendersi conto della pericolosità di questo personaggio per la democrazia liberale. La sua ammirazione per la dittatura militare che ha governato il Brasile è tutta nella dichiarazione di messa in stato d’accusa alla ex presidente brasiliana Rousseaf.

La sua dichiarazione di voto, Bolsonaro, l’ha dedicata a un ex comandante di una unità speciale che durante il periodo dittatoriale è stato responsabile di 500 casi di tortura e di 40 omicidi.

Altre celebri frasi celebri: “meglio un figlio morto che gay” oppure “non violenterei quella donna parlamentare perché è veramente brutta” e ancora “le persone che vivono nelle colonie fondate dagli schiavi fuggiti sono grasse e pigre”.

In economia si schiera apertamente con le idee neoliberiste e per una brutale privatizzazione delle aziende di Stato nonché per una estrema semplificazione del sistema fiscale. Le sue idee sul libero mercato sono tutte riconducibili al suo consigliere Paulo Guedes educato alla University of Chicago.

Un nuovo Pinochet si appresta a prendere il potere nel Più grande paese latino americano. Indicatori economici del Brasile sono estremamente preoccupanti. La ricchezza pro capite è diminuito del 10% e il tasso di disoccupazione è attualmente del 12%. Nuova alba potrebbe coincidere con il tramonto della democrazia.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox