Strage di Orlando. Jihadisti Americani, Armi, Omofobia e altri Mostri per i Candidati Presidenti

I 49 morti della strage di Orlando, al Pulse gay club della città della Florida, ha ancor più polarizzato lo scontro tra i candidati alla scomoda poltrona degli Stati Uniti.

Omar Mateen, l’americano di origine afgane che ha compiuto l’efferato massacro ha risvegliato in maniera esplosiva passioni che covavano nell’ombra della campagna elettorale americana.

L’idea di sinistra, per lo più democratica, interpreta le gesta del terrorista legandole al facile accesso alle armi di cui gode ogni americano e all’omofobia dilagante che si insinua attraverso la società incrementando l’intolleranza verso i gay e le lesbiche e le loro pratiche sociali.

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Per gli altri, i cosiddetti di destra e maggiormente repubblicani, il problema è della Guerra santa domestica portata avanti da quei jihadisti che crescono negli Stati Uniti.

La risposta probabilmente è un mix delle tre cose con diverse percentuali di colpa. Ma la campagna per le presidenziali si infiamma creando dei martiri a propria immagine e somiglianza.

Donald Trump crede fermamente che gli islamici americani sono la quinta colonna “di coloro che sanno come stanno le cose” e scelgono di non parlare alla polizia per impedire ulteriori attacchi. Con “sagace arguzia” argomenta che Obama è segretamente in combutta con lo Stato Islamico e che, in qualche modo, lo favorisca in Medio Oriente.

Il candidato repubblicano omette ovviamente il lato positivo dei musulmani americani e cioè che sono ben educati e organizzati in moschee con cui l’FBI collabora assiduamente. I servizi segreti sono molti anni che illustrano come l’Islam fondamentalista ha per fortuna poca presa nella società statunitense.

Gli islamici americani sono leggermente più a favore dei matrimoni gay dei cristiano evangelici. I rapidi cambiamenti della società hanno sicuramente lasciato qualcuno indietro. Quando gli Stati uniti hanno abbandonato la segregazione razziale, dei piccoli e fanatici gruppi hanno continuato ad agire in nome della supremazia bianca.

Qualcosa sta accadendo in maniera similare con i gay americani che vengono accolti nella loro sessualità con indifferenza da parenti, amici e colleghi, ma occasionalmente incontrano scioccanti atti di violenza come quelli di Orlando.

In ultimo, la strage mostra l’unica vulnerabilità vera dell’America, la legge sulle armi e la propensione sociale all’uso delle stesse. In Francia due persone sono state uccise dopo la strage di Orlando da un uomo seguace dello Stato Islamico. Impugnava un coltello. Se fosse stato armato di fucili di assalto e pistole semi – automatiche avrebbe fatto sicuramente più vittime.

Negli Stati Uniti, Mateen è stato capace di entrare in un armeria locale e comprare tutto quello che gli occorresse per uccidere e ferire 102 persone senza andare contro la legge.

In paesi dove la legge sulle armi è molto rigorosa difficilmente succedono sparatorie di massa. Sono molto più frequenti in America. Nell’ultimo decennio sono stati 37 i conflitti a fuoco con più di 4 vittime.

I repubblicani sono stati sempre per il diritto di portare armi del buon americano e difficilmente andranno contro tale principio. Il rispetto delle minoranze è un baluardo della politica democratica e colpevolizzare l’appartenenza religiosa o le minoranze per tragedie come la strage di Orlando non porterebbe consenso e tradirebbe alcuni ideali fondanti.

In clima di campagna elettorale ogni pretesto è buono per tirare fuori i mostri degli altri. La ragione in questo caso sta nel mezzo e anche se domani entrerebbe in vigore una legge che vieti di comprare armi ne resterebbero 300 milioni in circolazione.

La stessa cosa vale per leggi contro gli immigrati che violerebbero i diritti umani e comunque in un paese fatto di migranti sarebbe andare contro le stesse origini degli Stati Uniti.

L’omofobia è una piaga che è venuta fuori recentemente con la voglia di libertà del mondo contemporaneo. Ci vuole del tempo per assimilare la diversità di un mondo troppo lontano da tutte le religioni che hanno forgiato il pensiero sociale planetario.

La strage di Orlando è opera dei mostri con cui i due candidati presidenti producono consenso. Un concorso di colpa che rende la vicenda un’arma impropria della campagna elettorale.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox