Non più sceriffi globali. Gli Stati Uniti consegneranno la stella?

Dal Golfo Persico al mare indocinese la sicurezza globale è sostenuta dalla potenza militare americana. Tuttavia, nel 2014 molti dubbi stanno crescendo sulla volontà statunitense di continuare il suo ruolo di sceriffo globale.

La più grande ragione del cambiamento di strategia sembra essere la “stanchezza della guerra” (The war – weariness). I cittadini degli Stati Uniti del dopo crisi e dell’Obamamerica  hanno perso interesse per le guerre e per i vari Rambo.

Slogan come quello che utilizzò il Presidente nel 2011, The Good War , per giustificare l’aumento delle truppe in Afghanistan, non scaldano più i cuori.

Il super eroe ora è Capitain America, la frase Top è nation-building at home e la parola d’ordine per gli amici e nemici stranieri è Diplomazia.

Un decisivo segnale del cambio di rotta arriva lo scorso settembre quando l’opinione pubblica americana riluttante ai raid aerei punitivi contro il regime del Presidente siriano Bashar Al – Assad, trova il favore dello scettico Congresso USA.

Il veto popolare e politico bloccano l’imminente intervento in Siria nonostante il perpetuarsi delle stragi di civili e nonostante il presunto uso di armi chimiche.

Il filone del non interferimento negli affari domestici siriani propagato da questa decisione, è un probabile duro colpo per la dottrina della Responsability to protect e potrebbe fungere da disincentivo ad intraprendere azioni a protezione dei civili su scala planetaria.

Un’altra testimonianza del cambio d’umore viene portata in dote lo scorso novembre. Finalmente, dopo decenni (dal 1978 le relazioni erano tese), iraniani e americani si parlano in barba agli israeliani e concludono, udite udite, anche un accordo seppur temporaneo sul programma nucleare e sulla fine delle sanzioni (leggere Qui non si fa la storia. Le false speranze dell’accordo sul nucleare iraniano)

Questo trend dl disimpegno militare sarà probabilmente confermato nel 2014 anche dal  bilancio quadriennale della difesa americano in odore di super spending review. A questo punto, sembra profilarsi un neo – isolazionismo dettato anche dalle performance economiche americane che al momento son molto lontane dai fasti di un tempo.

Nel vento del cambiamento molto ha pesato l’eredità delle guerre afgana e irachena del decennio passato. Nel 2014 gli americani lasceranno l’Afghanistan e insieme a loro le truppe della Nato.  Hanno caratterizzato il conflitto,  una guerra lampo iniziale di 6 settimane partita il 7 ottobre 2001 e a seguire 13 lunghi anni di occupazione militare. Troppo anche per una nazione abituata a vedere soldati sui fronti di mezzo mondo.

La cronaca riporta che più di 3.000 americani hanno perso la vita e, sebbene i Talebani (la quale unica colpa fu di non consegnare Bin Laden nel 2001) costituiscono una minaccia più per il vicino Pakistan che per gli afgani, i soldati statunitensi hanno condotto una occupazione militare più lunga dei loro omonimi sovietici (1978 – 1988).

La probabile consegna della stella dello sceriffo globale pone un serio interrogativo per il 2014. Quando i rivali degli USA decideranno di testare l’indebolimento dello sceriffo?

To be continued…

 

Nella foto il leggendario John Wayne Credit by caftanwoman.blogspot.com

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox