Mani in Alto Uomo Democratico

La vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti d’America ha posto serie questioni all’orientamento democratico e egualitario del globo.

“La libertà politica dà, di tempo in tempo, sublimi piaceri ad un certo numero di cittadini. L’eguaglianza fornisce ogni giorno una moltitudine di piccole gioie ad ogni uomo. 

Il fascino dell’eguaglianza si avverte in ogni momento, ed è alla portata di tutti; i più nobili cuori non vi sono insensibili e le anime più volgari ne fanno la loro delizia. 

La passione che l’eguaglianza fa nascere deve essere dunque contemporaneamente energica e generale”.

Alexis de Toqueville, La Democrazia in America, 1835

Questo estratto riassume le vertigine a cui è stato soggetto questo aristocratico francese mandato oltreoceano a sindacare il sistema penitenziario statunitense e ammaliato da così tanta rivoluzione affermò nel ritorno che la rivoluzione è stata un’espressione di prevaricazione e violenza mentre la rivoluzione americana era il sintomo della Libertà.

Spero di si rivolterà nella tomba alla vista del Trumpismo. Un partito repubblicano in preda alla follia, visibile dal satellite come embrione del nuovo sentimento del piccolo bianco declassato e germe fondante del razzista dell’intelligenza.

La Democrazia a cui fa riferimento Toqueville esiste nel vocabolario americano ma sembra non appartenere più alla maggioranza silenziosa descritta nel futuribile tomo dell’aristocratico francese.

Insomma, se l’informazione, l’istruzione e l’intelligenza avessero vinto l’8 novembre 2016, un uomo grossolano e poco interessato ad istruirsi come Trump“il cui programma, ostile al commercio internazionale e all’immigrazione, si oppone alle concordanti convinzioni degli economisti di destra, centro e sinistra”, non sarebbe sul punto di lasciare il suo appartamento su tre piani per la stanza ovale delle Casa Bianca. Del resto, durante un incontro, il miliardario ha esclamato: “Mi piacciono le persone poco istruite.”

Il cambiamento prodotto dalla deregolamentazione di Ronald Reagan del 1987 dei mezzi d’informazione e l’avanzamento tecnologico imperante sono stati a mio avviso l’acceleratore del ballo degli asini a stelle e strisce.

Prima del 1987, l’americano traeva informazione dai tre maggiori network televisivi: AbcCbs e Nbc. Era il tempo in cui regnava la fairness doctrine, la dottrina dell’uguagliaza e dell’equilibrio, dove le radio e le televisioni erano tenute a mostrarsi “oneste, eque e imparziali” e a riferire i diversi punti di vista.  Nel 1996, con l’entrata nel mercato di Fox news avviene il punto di svolta. Gli scandali diventano il pane di questa catena televisiva a partire da Monica Lewinsky e la battaglia per la destituzione del presidente.

L’informazione scandalistica inizia così ad insinuarsi prepotentemente all’interno dell’opinione pubblica statunitense.Stephen Bannon, il guru della campagna elettorale di Donald Trump, diventa una figura di punta di questi media che fanno del sensazionalismo, dei commentatori ad effetto e del martellamento su tematiche reazionarie, il loro sistema di notizie.

Bannon viene descritto come il “Leni Reifenstahl del Tea Party” dal suo stesso editore della rete Breitbart News. Il diretto interessato preferisce paragonarsi a Lenin: “Voleva distruggere lo Stato, e questo è anche il mio obiettivo. Voglio radere al suolo l’establishment, cioè il Partito democratico, il Partito Repubblicano e la stampa conservatrice tradizionale” (NYT, 14 novembre 2016).

Una nuova Era senza storia risalente a Washington, Madison, Jefferson o Lincoln si prospetta per la superpotenza planetaria che affliggerà il restante pianeta volto alla drammatica esportazione della Democrazia. La cosiddetta Democrazia in America…Storia del pensiero politico contemporaneo.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox