Laviamoci le Mani dal Trumpismo. Alla ricerca dell’Assoluzione di un Popolo.

“La libertà politica dà, di tempo in tempo, sublimi piaceri ad un certo numero di cittadini. L’eguaglianza fornisce ogni giorno una moltitudine di piccole gioie ad ogni uomo. 

Il fascino dell’eguaglianza si avverte in ogni momento, ed è alla portata di tutti; i più nobili cuori non vi sono insensibili e le anime più volgari ne fanno la loro delizia. 

La passione che l’eguaglianza fa nascere deve essere dunque contemporaneamente energica e generale”.

Alexis de Toqueville, La Democrazia in America, 1835

Questo estratto riassume le vertigine a cui è stato soggetto questo aristocratico francese mandato oltreoceano a sindacare il sistema penitenziario statunitense e ammaliato da così tanta rivoluzione affermò nel ritorno che la rivoluzione è stata un’espressione di prevaricazione e violenza mentre la rivoluzione americana era il sintomo della Libertà.

Circa duecento anni dopo, Donald Trump potrebbe essere il vero prodotto di questa libertà tanto decantata e lodata dai pensatori politici contemporanei. Il problema è che gli intellettuali degli Stati Uniti, posteri dei tessitori delle leggi fondamentali, si vergognano del suo Presidente. Le elite statunitensi cercano di far lavare la coscienza al popolo.

La Democrazia in America non ha funzionato. E’ evidente e invece cercano di farci credere che il cittadino americano è stato soggiogato. Il Russiagate, Manafort, Wilbur Ross e tutti i membri e le storie di Trumpilandia per cercare un capro espiatorio per l’inganno ordito ad un intero popolo da parte di un uomo gretto e rozzo per nulla appartenente alla storia americana.

Laviamoci le mani come fece Ponzio Pilato perchè le nostre membra sono state offuscate e quindi dimentichiamoci il Piccolo Bianco Declassato e il Razzista dell’Intelligenza, i prototipi dell’elettore trumpiamo perchè loro sono delle vittime dei complotti.

Pitoni e ostriche al servizio di sua Maestà The Donald sono stati portati in dote dall’ex capo della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort. Segnalo, tra i 16,5 milioni di dollari contestati, i 18.500 dollari per un bellissimo cappotto di pitone. Questi sono alcuni dei numeri dell’insolenza alla democrazia che ha ammorbato il voto del 4 novembre del 2016.

Le elezioni per il rinnovo del congresso incombono e i Democratici cercano di offrire al popolo una chance per redimersi e per troncare con la nuova presidenza. Un’assoluzione patetica e provocatoria di un popolo votato al Trumpismo e strettamente legato alla percezione economica che viaggia su livelli altamente performanti difficili da sbriciolare.

Lo spartiacque della consultazione elettorale di Mid -Term diventa il grande terreno di scontro. Se i democratici avranno la maggioranza potranno chiedere l’impechement di Trump e forse la sua testa. Tutto in una giornata per ripresentare Barabba al cospetto del popolo.

Il vecchio e pur sempre valido salvataggio in extremis si una democrazia morente.

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Autore dell'articolo: Gianlu Pox